Encore Wire va a Prysmian: gran colpo da 3,9 miliardi

Il gruppo italiano si assicura il colosso Usa e scatta in Borsa (+4,4%). Battaini: «Opportunità unica»

Encore Wire va a Prysmian: gran colpo da 3,9 miliardi
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Prysmian si espande. Il colosso italiano delle tlc ha annunciato ieri un accordo di fusione con Encore Wire, società americana produttrice di cavi elettrici in rame e alluminio per la produzione e la distribuzione di energia, al prezzo di 290 dollari per azione con un premio pari al 20% sul prezzo medio dei 30 giorni precedenti lo scorso 12 aprile.

L'operazione prevede un enterprise value di circa 3,9 miliardi di euro e verrà conclusa entro il secondo semestre del 2024. Prysmian coprirà l'esborso attingendo un miliardo dalle risorse di cassa disponibile e genererà nuovo debito per 3,4 miliardi. Per gli analisti di Equita, si tratta di cifre «ragionevoli», viste le forti sinergie previste.

A tal proposito, le sinergie generate dall'acquisizione ammonteranno a circa 140 milioni di euro a livello di margine operativo lordo nell'arco di quattro anni, mentre il fatturato complessivo pro-forma delle due aziende è pari 17,7 miliardi. Il deal garantirà al gruppo italiano delle telecomunicazioni sia il consolidamento nel mercato nord americano che ora rappresenta il 40% dei ricavi sia un potenziamento del know-how all'estero.

«L'acquisizione di Encore Wire rappresenta una pietra miliare e un'opportunità strategica e unica per creare valore per i nostri azionisti e clienti», ha commentato Massimo Battaini, ceo in pectore di Prysmian. Grazie alle nuove nozze, Prysmian potrà ora insediarsi nel sito a modello unico e integrato di Encore Wire a McKinney, in Texas.

Molto positiva la risposta di Piazza Affari, dove ieri il titolo di Prysmian è arrivato a guadagnare il 7,7% per poi chiudere in rialzo del 4,4% a quota 50,7 euro. Con gli investitori che hanno preso posizione sul gruppo anche in vista dei conti 2023 che giovedì saranno presentati alla comunità finanziaria.

Dall'inizio dell'anno, Prysmian ha guadagnato il 21,7% in Borsa, trainata soprattutto dall'annuncio di tre nuove commesse miliardarie con Amprion che hanno fatto salire la quotazione da 41 a 44 euro in una settimana. Oggi il prezzo è lievitato a 50,1 euro, il massimo storico.

Sul fronte interno, in ogni caso, rimane aperta la vertenza per lo stabilimento Fos di Battipaglia, dove la società milanese ha già comunicato l'intenzione di fermare la produzione di fibra ottica, anticipando forse un disimpegno

generalizzato dall'Italia. Gli impianti, in cui sono impiegate 300 persone, rimarranno attivi fino al 30 aprile. Il governo ha fatto sapere che ci sarebbero tre soggetti interessati a prendere il controllo della fabbrica.

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