Enel, profitti a 2,4 miliardi. Confermati i dividendi

Utile +5,6%, ma il virus gela i ricavi e il gruppo rivede i target. Starace: "A novembre il piano"

Il Covid pesa sui ricavi di Enel (-18,5% a 33,3 miliardi) che porta a casa, però, un utile netto ordinario in aumento del 5,6% a 2,4 miliardi confermando la politica dei dividendi. Pur rivedendo i target al 2022, l'ad Francesco Starace, al suo terzo mandato, ha confermato «l'impegno per una visibile remunerazione per gli azionisti», con una politica dei dividendi che prevede lo stacco di una cedola che sia la più alta fra «il 70% dell'utile netto ordinario consolidato e un dividendo per azione minimo garantito di 0,35 euro per azione». Una rarità nell'anno del Covid che ha fatto piazza pulita di buona parte dei dividendi delle aziende di Piazza Affari. Ma, d'altra parte, la flessione del gruppo, il cui indebitamento finanziario netto è salito dell'11,6% a 50,41 miliardi, «è principalmente attribuibile ai mercati finali per effetto delle minori quantità di energia elettrica venduta in Italia e Spagna sostanzialmente a causa del Covid-19, alle minori attività di trading e agli effetti connessi all'applicazione delle interpretazioni dell'Ifric, nonché all'effetto cambi negativo in America Latina».

Ombre che sono state compensate dalla diversificazione geografica, dal modello di business integrato lungo la catena del valore, da una solida struttura finanziaria, nonché dal livello di digitalizzazione raggiunto che permette di garantire la continuità delle attività operative con lo stesso livello di servizio. Insomma, «il gruppo ha mostrato una significativa resilienza che si è riflessa nei solidi risultati economico-finanziari del primo semestre 2020», ha commentato Starace.

Guardando al 2022, però, il gruppo ha dovuto ricalibrare gli obiettivi: in particolare l'ebitda al 2022 è previsto a 18 miliardi dai precedenti 18,6, l'utile netto ordinario è atteso tra i 5 e i 5,2 miliardi dai precedenti 5,4 miliardi stimati e le stime sull'indebitamento finanziario netto passano da 46,8 miliardi a 48-49 miliardi.

Quanto alla partita Open Fiber, la società della fibra ottica di cui Enel detiene il 50%, Starace non ha voluto commentare il dossier, ma ha confermato durante la call con gli analisti la presentazione, lo scorso 10 giugno, di un'offerta da parte del fondo australiano Macquarie Infrastructure Real Asset. Guardando al futuro, Enel si prepara a presentare un nuovo piano per novembre che terrà conto anche degli effetti del Covid e delle azioni del Recovery Fund.

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