Eni, cedola da 1 miliardo a Cdp E nel 2013 potrebbe aumentare

Eni preannuncia per il 2013 un aumento del dividendo, nonostante il calo a due cifre degli utili del periodo gennaio-marzo. «Riteniamo di poter recuperare con performance nella produzione al top dell'industria», ha assicurato Paolo Scaroni (nella foto) nel corso dell'assemblea annuale, spingendosi anche oltre le previsioni del piano industriale illustrato a marzo alla comunità finanziaria. «Spero di poter proporre al cda un dividendo di 1,10 euro, in aumento di circa il 2%».
Buone notizie per tutti gli azionisti riuniti all'Eur, a partire da Cassa depositi e prestiti e Tesoro. Già con la cedola del 2012, Cdp, con una quota di oltre il 25%, si è infatti vista recapitare un assegno di più di un miliardo di euro, mentre la partecipazione del 4,34% è valsa al ministero dell'Economia un incasso di 170 milioni.
Le questioni principali che hanno pesato sulla produzione del primo trimestre, cioè l'interruzione della produzione in alcune aree della Libia e della Nigeria e in un impianto in Gran Bretagna, sembrano infatti già superate, o almeno in via di soluzione. A migliorare nel medio e lungo periodo saranno anche i risultati di Saipem. Dopo le difficoltà del terzo trimestre e il profit warning sul 2013, Scaroni prevede «prospettive eccellenti». Per questo il gruppo non ha alcuna fretta di prendere decisioni sul futuro della controllata.
In controtendenza, infine, rispetto alla spending review degli stipendi operata da molte aziende (come Enel, ad esempio) e nonostante le sollecitazioni arrivate anche dal Tesoro, le remunerazioni della dirigenza rimarranno intatte. «Nel confronto nazionale sono a livello di benchmark», ha spiegato il presidente Giuseppe Recchi. «A oggi siamo molto soddisfatti di come sono».

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