«In Europa perdite ridotte Facciamo più efficienze»

Il capo di Fca nel mercato Emea: «Il recupero grazie a Jeep, al focus su Fiat e a Lancia in Italia. La 500X ci aprirà nuovi orizzonti»

«In Europa perdite ridotte Facciamo più efficienze»

nostro inviato a Torino

Quando, a conclusione degli studi di Economia alla Cattolica di Milano, presentò la tesi di laurea con il titolo «Il modello del ciclo di vita applicato al settore automobilistico: il caso Uno», mai avrebbe pensato, probabilmente, di arrivare a far parte del Gec, il direttorio creato da Sergio Marchionne, e dei cda di Chrysler nonché della Casa automobilistica più prestigiosa al mondo, la Ferrari.

In realtà, il tarantino Alfredo Altavilla, 51 anni, in Fiat dal 1990, ha via via guadagnato posizioni nel gruppo assumendo incarichi di vertice (Fiat Powertrain Technologies, Iveco), per approdare, ultimamantene, alla guida del mercato Emea (Europa, Nord Africa e Medio Oriente) di Fiat Chrysler. Un incarico non facile, vista la crisi del settore e le perdite accumulate dal gruppo. Lo abbiamo intervistato al lancio della nuova Fiat 500X.

E così anche Fiat dirà la sua nel segmento dei Suv compatti.

«La 500X è forse la macchina più attesa di tutta la gamma, che davvero può cambiare il nostro posizionamento sul mercato, mettendoci in contatto con quella fascia di clienti che oggi non aveva alternative del genere nel nostro portafoglio prodotti».

500X e Jeep Renegade entrambe prodotte a Melfi. Chi vincerà il derby?

«In realtà non esiste un derby. Sono due macchine diverse, per clienti diversi».

Gli avversari più pericolosi per 500X?

«Nissan Juke e anche Mini Countryman».

La fabbrica di Melfi?

«Ha una capacità annua di 370mila unità. E continua a produrre anche la Punto, almeno fino alla metà del 2016».

Il mercato europeo, nell'area Emea, è quello più delicato da gestire. Colpa anche dell'Italia dove le vendite si sono in generale dimezzate. Da un pesantissimo rosso di 700 milioni siete comunque riusciti a ridurre le perdite: 141 milioni negli ultimi 9 mesi.

«Stiamo facendo un buon recupero, aiutano molto Jeep, il focus su Fiat e i dati di Lancia in Italia».

Già, la Lancia...

«In Italia il marchio Lancia continuerà a esistere».

Come siete riusciti a recuperare in Europa?

«I tagli si cominciano a fare sui costi di struttura e allo stesso tempo si lavora molto sull'approccio commerciale. Di fatto, non si adottano più politiche commerciali “sfacciate”. E ci sono maggiori efficienze industriali e negli acquisti».

Importanti novità dalla joint venture turca Tofas?

«Si sta realizzando un progetto straordinario: nasceranno tre modelli sulla stessa piattaforma, uno del segmento C, quello che era occupato da Bravo; una wagon che segna il ritorno in questo ambito; quindi, una berlina destinata alla Turchia e alla Russia, ma che si vedrà anche da noi»,

E poi c'è la Serbia.

«Siamo felici di essere il primo esportatore del Paese».

A Pomigliano dicono di sentirsi un po' «dimenticati» da Fca, ultimamente se ne parla poco.

«Assolutamente. Stiamo targhettando 160mila Panda. Pomigliano può dormire sonni tranquilli».

Intanto Marchionne è diventato anche presidente di Ferrari.

«Ora che ci spende tempo in prima persona credo ci possano essere grosse prospettive».

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