Ferrari frena per il Covid. Fatturato in calo del 42%

Exor ritrova Covéa per PartnerRe, dai francesi 1,5 miliardi per investimenti congiunti

Ferrari frena per il Covid. Fatturato in calo del 42%

Exor e Covéa tornano a parlarsi: i due gruppo hanno trovato il modo per chiudere, con vantaggi reciproci, il mancato accordo, nel maggio scorso, sull'acquisto, da parte francese, di PartnerRe, il colosso delle riassicurazioni appartenente alla holding guidata da John Elkann. L'occasione di business condivisa dai due numeri uno, Elkann e Thierry Derez, prevede che Covéa investa 1,5 miliardi insieme alla stessa Exor, in un veicolo gestito da PartnerRe. Nel dettaglio, 750 milioni verranno usati per investimenti al fianco di Exor, mentre gli altri 750 milioni, con un lock-up da 3 a 5 anni, saranno destinati ad alcuni veicoli speciali gestiti da PartnerRe: contratti di riassicurazioni su catastrofi immobiliari e altri a breve termine.

Di questi, 500 milioni riguarderanno investimenti condotti a termine al primo gennaio 2021, gli aggiuntivi 250 milioni prima del 2024. «Dopo aver deciso di portare avanti il nostro progetto di costruire uno dei più grandi riassicuratori indipendenti a livello mondiale, siamo più che felici ora di aver trovato un accordo con Covéa per questa cooperazione estesa anche ad altri settori di attività», ha commentato il presidente Elkann.

Da PartnerRe a un altro gioiello di famiglia per casa Elkann-Agnelli: Ferrari, ultima società all'appello a svelare conti e progetti, dopo Fca e Cnh Industrial. L'effetto Covid-19 ha ovviamente impattato sul Cavallino, in questi giorni alle prese con il lancio di Roma, la Gt che si aggancia al mito della «Dolce vita». «I risultati del secondo trimestre sono stati deboli in tutte i coefficienti chiave, però sono onestamente in linea con le nostre previsioni», la puntualizzazione dell'ad Louis Carey Camilleri.

L'utile del secondo trimestre è calato del 95%, da 184 a 9 milioni. I ricavi sono stati invece pari a 571 milioni (-42%). Il primo semestre ha invece segnato un utile netto di 175 milioni (-52%) e ricavi a 1,503 miliardi (-22%). L'ebitda semestrale è stato di 441 milioni (-29%), l'ebit di 243 milioni (-48%). Indebitamento industriale netto, a fine periodo, pari a 776 milioni, da 401 milioni del 31 marzo scorso (aumento attribuibile all'impatto per cassa della distribuzione di dividendi pari a 209 milioni e all'impatto negativo del free cash flow industriale per il trimestre al 30 giugno). La liquidità complessiva disponibile: 1,812 miliardi (1,230 miliardi al 31 marzo). Ferrari ha quindi ristretto il range della propria guidance per il 2020. I ricavi sono ora previsti sopra i 3,4 miliardi, a fronte di un precedente 3,4-3,6 miliardi; ebitda adjusted tra 1,075 e 1,125 miliardi (contro 1,05-1,20); ebit adjusted tra 650 e 700 milioni (da 600-800), free cash flow nella forchetta tra 0,10 e 0,15 miliardi (da 0,1-0,2) e utile diluito adjusted per azione tra 2,6 e 2,8 euro (da 2,4-3,1).

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