Fincantieri alla politica: "Ci rispetti"

Varata a Monfalcone "Seaside", la nuova maxi-nave da crociera di Msc. L'ad Bono contro gli enti locali: "Ci trattano come un'associazione a delinquere"

Battesimo dell'acqua per la prima di due navi gemelle di prossima generazione (con opzione per una terza) ordinate da Msc Crociere a Fincantieri. Si tratta di Msc Seaside, 323 metri di lunghezza, 19 ponti, stazza lorda di 154mila tonnellate, oltre 10 milioni di ore di lavoro. É la nave più grande mai realizzata in Italia, vale 700 milioni di euro e trasporterà 5.179 passeggeri. A fine agosto 2017 i collaudi in mare aperto, a novembre la consegna all'armatore. Poi la nave salperà per Miami, il porto base scelto dalla compagnia da cui partiranno le crociere verso i Caraibi.

Ma nel giorno del brindisi in onore di Msc Seaside, c'è anche una coda al veleno: «Siamo orgogliosi di quello che facciamo - ha detto l'ad di Fincantieri, Giuseppe Bono, ieri a Monfalcone - ma abbiamo bisogno di un quadro certo su cui lavorare. Vedere questa nave che prende forma ha un valore che non è solamente simbolico per il gruppo che guido, e per me personalmente. Abbiamo acquisito l'ordine per costruirla nel 2014, a cavallo tra una crisi senza precedenti e un'esplosione del mercato altrettanto straordinaria. Abbiamo riposto grandi ambizioni per questa commessa, impegnandoci per dare all'armatore un prodotto all'avanguardia, capace di incontrare la sua visione della crociera moderna. Esservi riusciti con un progetto-prototipo, con il quale ribadiamo la leadership commerciale e tecnologica nel settore, ci rende quindi doppiamente fieri del risultato». Poi l'affondo: «In Italia sono sparite già diverse aziende... Noi non cerchiamo applausi, ma più semplicemente rispetto. Siamo pronti a collaborare con le amministrazioni locali. Che dovrebbero proteggere quel che sappiamo fare, e facciamo bene. Talvolta, però, ci trattano come fossimo un'associazione a delinquere». Il riferimento di Bono è al pressing della presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, che a fine ottobre ha richiamato il gruppo chiedendo di verificare eventuali abusi nei subappalti raccogliendo le proteste dei sindacati secondo cui lavoratori di ditte in regime di subappalto attive entro il perimetro produttivo dello stabilimento guadagnerebbero 4 euro l'ora.

Sul «rispetto» invocato da Bono è intervenuto ieri anche Pierfrancesco Vago, presidente esecutivo di Msc Crociere. «La cosiddetta Blue Economy - ha detto Vago - è uno dei settori più rilevanti dell'economia del nostro Paese. Rappresenta il 3,5% del Pil nazionale e si tratta di un settore basato sull'economia reale, che produce posti di lavoro e risultati tangibili. Per questo motivo merita la giusta attenzione delle istituzioni per sostenerla nel beneficio che porta al Paese e stimolarne l'ulteriore crescita», ha aggiunto il numero uno di Msc che punta a investire sia nel comparto crociere sia nel cargo, nei traghetti sino alla gestione dei terminal. Compresa la costruzione delle nuove navi, la ricaduta economica totale generata in Italia nel 2016 da tutto il nostro gruppo è di circa 5 miliardi, più del 4% della produzione nazionale del settore la cui ricaduta diretta e indiretta oggi vale circa 123 miliardi.