Generali, la Russia non frena i profitti

Le svalutazioni sugli attivi Ingosstrakh pesano sull'utile, che però è meglio del previsto

Generali, la Russia non frena i profitti

La guerra in Ucraina e i riflessi sull'andamento dei mercati frena nei primi tre mesi l'utile netto di Generali sceso a 727 milioni (-9,3% da 802 milioni dello stesso periodo 2021) per l'impatto di 136 milioni dalle svalutazioni delle attività in Russia. Ma senza guerra, il risultato netto si sarebbe attestato a 863 milioni, sostenuto da un utile operativo che ha tenuto a 1,6 miliardi (+1,1%) e premi lordi ancora in crescita a 22.322 milioni (+6,1%), sia nel Danni (+6,4%) sia nel Vita (+6%). Si tratta di risultati superiori al consensus che gli analisti hanno apprezzato, tanto che in una giornata negativa per la Borsa il titolo si è mosso controcorrente (+0,56% a 18,1 euro).

Restano le incertezze legate al perdurare del conflitto. Nello scenario peggiore di un azzeramento del valore della quota del Leone in Ingosstrakh, pari al 38,5%, e dei titoli di stato russi nel portafoglio del Leone, ci sarà un ulteriore impatto di 163 milioni sull'utile netto che verrà registrato nei conti del semestre. Intanto il valore della partecipazione nella compagnia è stato tagliato a 176 milioni (da 384 milioni di fine 2021) e i titoli a reddito fisso detenuti direttamente dal gruppo a 40 milioni (da 188 milioni).

I risultati del trimestre, approvati dal cda questa volta all'unanimità, «confermano l'ottima performance di Generali, nonostante lo scenario caratterizzato dall'incertezza dovuta al conflitto in Ucraina», ha osservato Cristiano Borean, il cfo della compagnia triestina, che ha confermato gli obiettivi del piano triennale presentato dal ceo Philippe Donnet lo scorso dicembre e avviato proprio all'inizio di quest'anno.

La solidità è sancita dal Solvency Ratio, migliorato al 237% (da 227% di fine 2021), salvo poi ridursi, in base al dato aggiornato al 6 maggio, al 230%. Anche il valore dei Btp in portafoglio è sceso: da 63 miliardi dello scorso dicembre ai 59 miliardi di fine marzo con «una diminuzione principalmente ma non interamente dovuta all'andamento dei tassi di interesse anche perché ci sono state delle scadenze oltre all'andamento dei valori di mercato», ha spiegato Borean.

Riguardo al business assicurativo, la raccolta netta Vita è salita a 3,9 miliardi (+19,3%) e tale segmento ha visto crescere il risultato operativo del 7,2% a 842 milioni con una profittabilità tecnica, sintetizzata dal «new business margin» a 4,94% (4,44% nello stesso periodo dello scorso anno). Positivo anche il risultato operativo del segmento Danni (+1,2% a 699 milioni), anche grazie al contributo di Cattolica, con un Combined Ratio a 90,4% (+2,4 punti percentuali), riflesso della maggior sinistralità. È invece diminuito a 260 milioni (-14,5%) il risultato operativo del segmento Asset & Wealth Management per la contrazione delle commissioni di performance di Banca Generali dovuta al cattivo andamento dei mercati finanziari che spiega anche perché gli Asset under management complessivi di Generali sono scesi a 680,5 miliardi (-4,1% rispetto a fine 2021).

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