Google, 100 milioni di multa Antitrust

Il Garante: "Ha penalizzato una app di Enel "». La replica: "Questioni di sicurezza"

Google, 100 milioni di multa Antitrust

Una stangata da oltre 102 milioni di euro per aver impedito a una semplice app di accedere ad Android. Un divieto d'accesso costato molto caro a Google, sanzionata ieri pesantemente dall'Antitrust per accertata violazione dell'articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Che in realtà significa una sola e semplice cosa: Big G ha abusato della propria posizione dominante. A danno di Enel X, costola di Enel che oltre a occuparsi di mobilità sostenibile ed efficienza energetica, propone un'applicazione per smartphone: JuicePass. Si tratta di una specie di navigatore dedicato agli automobilisti «green»: basta attivarla per disporre dell'ubicazione su mappa del mezzo milione di colonnine per il pieno elettrico col marchio Enel X, ma anche conoscere costi e orari d'accesso e persino prenotare la ricarica. Tutto molto bello, su misura e funzionale, se non fosse che JuicePass funziona sull'iPhone, ma ha la porta d'ingresso sbarrata dal robottino verde di Android, il sistema operativo del colosso di Mountain View.

Nel suo linguaggio burocratico, l'Authority guidata da Roberto Rustichelli parla di mancata «interoperabilità dell'app JuicePass di Enel X con Android Auto», una specifica funzionalità di Android che permette di utilizzare il software quando l'utente è alla guida nel rispetto dei requisiti di sicurezza e di riduzione della distrazione. Nella sostanza, impedendo l'uso dell'app di Enel, Google ha costretto l'automobilista a utilizzare Google Maps, benché questa sia una versione «monca» (prenotare la ricarica e pagare il rifornimento non è ancora possibile) rispetto alla versione tricolore. Un andazzo che va avanti da un paio d'anni. Per l'Antitrust, non aver sanato questa pratica scorretta per un così lungo periodo è un'aggravante perché potrebbe compromettere definitivamente la possibilità per Enel X di costruire una solida base utenti, in una fase di marcata crescita delle vendite di veicoli elettrici. Così, oltre al «multone», al gruppo californiano è stato intimato di rendere disponibile su Android Auto anche l'utilizzo di JuicePass.

La replica di Google non si è fatta attendere. «Siamo rispettosamente in disaccordo con la decisione dell'Agcm - si legge in una nota - , esamineremo la documentazione e valuteremo i prossimi passi». Forse un ricorso in arrivo, magari con questa tesi difensiva? «La priorità numero uno di Android Auto è garantire che le app possano essere usate in modo sicuro durante la guida. Per questo abbiamo linee guida stringenti sulle tipologie di app supportate, sulla base degli standard regolamentari del settore e di test sulla distrazione al volante». Insomma, altro che abuso di posizione dominante: per Big G, l'app di Enel X è semplicemente poco sicura.

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