Greggio, Descalzi è tra i migliori ad

Il capo azienda di Eni al quarto posto grazie alla crescita in Arabia

Sofia Fraschini

Il 2019 è stato un anno davvero storico per il settore petrolifero e del gas del Medio Oriente, in particolare grazie agli accordi stretti da Adnoc e alla quotazione record portata a termine da Saudi Aramco.

Ed è proprio grazie alla strategia e ai risultati ottenuti in quest'area strategica del mercato petrolifero che l'ad dell'Eni, Claudio Descalzi, si è posizionato nella top ten della classifica «Oil&gas Middle East Power 50 2020». Il manager è al quarto posto, su cinquanta, nel ranking stilato dalla rivista Middle East OilandGas.com sulla base dei risultati raggiunti dai ceo delle maggiori major mondiali. A precederlo, sul podio, solo due big del mondo arabo: Amin Nasser (ceo di Saudi Aramco) e Sultan Al Jaber (ceo di Adnoc). In terza posizione Bob Dudley, ceo dell'inglese Bp.

Un riconoscimento, quello di Descalzi, ottenuto grazie ad alcuni accordi chiave. La società ha fatto molte scoperte nella regione, ma in particolare a fare notizia sono stati una serie di contratti: Eni ha vinto tre concessioni di esplorazione onshore nell'emirato di Sharjah negli Emirati Arabi Uniti e il «blocco A» offshore a Ras Al Khaimah.

Inoltre, ha chiuso l'acquisizione di una partecipazione del 20% in Adnoc Refining, ha firmato un protocollo di esplorazione per il Blocco 1 al largo del Bahrain, un accordo di esplorazione e produzione nel Blocco 47 onshore, in Oman, e ha vinto altri due blocchi esplorativi onshore in Egitto, ampliando poi la sua collaborazione con Tunisia e Algeria.

A fare la differenza (nella classifica) anche l'approccio alla sostenibilità e il modo in cui queste società, e i loro manager, hanno saputo cavalcare le trasformazioni indotte dai cambiamenti climatici. Un percorso intrapreso da tempo dal Cane a sei zampe il cui impegno si è tradotto in diverse linee d'azione, non soltanto in termini di riduzione delle emissioni di CO2 e rispetto per l'ambiente, ma anche in termini sociali, dai diritti umani alla formazione delle persone; dalla cooperazione allo sviluppo all'accesso all'energia. Un cambio di paradigma che ha coinvolto tutte le aree di business, grazie anche a un apposito Comitato Sostenibilità e Scenari che affianca il cda dell'azienda per delineare le specifiche azioni da intraprendere, coordinato da un advisory board costituito da esperti internazionali nel settore energetico.