I doni di Natale accendono Wall Street

Dopo il tonfo della Vigilia, i listini Usa rimbalzano: Dow Jones su del 4%

Dopo la peggiore vigilia di Natale di sempre, Wall Street prende fiato e rimbalza. Il Dow Jones ha chiuso con un balzo del 4,2% mentre il Nasdaq è salito di oltre il 5 per cento. Una buona notizia è arrivata dal comparto retail, che potrebbe avere vissuto la migliore stagione dello shopping natalizio da sei anni: stando ai dati preliminari di Mastercard SpendingPulse, le vendite al dettaglio tra il primo novembre e il 24 dicembre sono salite del 5,1% sullo stesso periodo dell'anno scorso a 850 miliardi. Una stagione delle feste record, con «ordini più numerosi di sempre a livello mondiale» è stata registrata anche da Amazon, secondo una nota della stessa società che traccia un bilancio delle vendite online.

Restano, comunque, i timori legati al passo con cui la Federal Reserve alza i tassi, alle tensioni commerciali tra Usa e Cina e al calo dei prezzi del greggio che hanno pesato recentemente sull'azionario americano. Mentre gli investitori si domandano se il mercato «toro», iniziato nel marzo 2009, sia finito, lo shutdown continua con il presidente Donald Trump che non vuole cedere fino a quando non otterrà i soldi per finanziare la costruzione del muro tra Usa e Messico. Secondo la Cnn, nel mirino della Casa Bianca ci sarebbe anche il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin. Pubblicamente Trump ha attaccato il presidente della Fed, Jerome Powell, la cui nomina gli fu suggerita peraltro proprio da Mnuchin, ma ha difeso il segretario al Tesoro che è suo consigliere economico dalla campagna elettorale del 2016. In particolare, Trump sarebbe deluso perché gli sforzi di Mnuchin per placare i mercati (compreso un incontro domenica scorsa con gli ad delle principali banche americane) non stanno dando frutti.

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