Iliad-Vodafone, ipotesi di nozze in Italia

Voci di trattative per unire i rispettivi asset. La partita tra Tim e Kkr

Iliad-Vodafone, ipotesi di nozze in Italia

Settore tlc in fermento: Vodafone e Iliad progetterebbero un futuro insieme nel mercato italiano, negli stessi giorni in cui la Borsa si attende le prossime mosse di Tim che venerdì ha nominato ad Pietro Labriola, mentre pende la manifestazione di interesse inoltrata da Kkr a 0,505 euro per azione (Tim venerdì ha chiuso a 0,42 euro in calo dell'1,1%)

Secondo fonti Reuters, Iliad - assistita da Lazard - e Vodafone starebbero ragionando sulla possibile combinazione delle rispettive attività sul territorio italiano e la conseguente creazione di un polo con il 36% circa del mercato mobile tricolore e poco meno di sei miliardi di ricavi.

L'indiscrezione giunge a pochi giorni dal debutto di Iliad nella rete fissa in fibra ottica, previsto per il 25 gennaio. Il gruppo francese guidato da Xavier Niel era sbarcato nel mercato italiano della telefonia mobile nell'estate del 2018 con offerte aggressive: ad oggi conta circa 8,5 milioni di utenti. La strategia potrebbe ripetersi nel fisso, tanto che gli analisti di Hsbc ipotizzano un'offerta a 17 euro al mese per banda larga e fisso, il 40% in meno rispetto alla media delle offerte double-play.

La logica del matrimonio tra il secondo e il quarto operatore sul mercato italiano ricalca quella che ha portato alla nascita di WindTre: nel mondo tlc serve pensare in grande per essere redditizi. In quest'ottica, secondo le dichiarazioni di Nick Read, numero uno di Vodafone, il consolidamento è necessario per il mercato europeo e in particolare per Italia, Spagna e Portogallo, dove gli operatori stanno soffrendo. Ma, secondo Bloomberg, Vodafone sarebbe in manovra anche in Gran Bretagna, dove avrebbe riaperto la partita su Three Uk (gruppo Ck Hutchison) dopo il tentativo di conquista fallito nel 2021.

Tornando in Italia, Tim il 25 gennaio incontrerà i sindacati e a inizio marzo presenterà il piano industriale. La nomina di Labriola ha sparigliato le carte in mano a Kkr (nel cui cda siede anche Niel), rendendo l'offerta più complessa. Labriola punterebbe infatti alla scissione in due di Tim, tra servizi e rete. Quest'ultimo asset sarebbe poi destinato alle nozze con Open Fiber.

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