Intesa sale ancora in Ubi, Opas al 75%

Ecco le prossime tappe: lunedì possibile passo indietro del cda dell'ex popolare

Nel penultimo giorno dell'Opas il successo di Intesa Sanpaolo si è ulteriormente consolidato. All'offerta sono stati, infatti, apportati altri 43,1 milioni di titoli Ubi (3,7% del capitale) portando il totale al 75,679 per cento. Le azioni delle due banche in Borsa si sono mosse poco (+0,08% Ubi e +0,18% Intesa) rimanendo ancorate ai valori dell'Opas di 1,7 Intesa più 0,57 euro per ogni titolo Ubi.

A risultato ormai acquisito, il dibattito si è concentrato sulla «data di scadenza» del cda di Ubi in quanto si ipotizza che il board presieduto da Letizia Moratti e guidato dal Ceo Victor Massiah possa dimettersi lunedì prossimo dopo l'approvazione della semestrale, avendo ormai esaurito il proprio compito. A settembre, infatti, Intesa dovrebbe convocare un'assemblea ordinaria per insediare i propri uomini nella sede di Bergamo, mentre in una fase successiva sarà indetta l'assise straordinaria per la fusione. Un segnale evidente di smobilitazione è giunto da tre consiglieri di amministrazione Ubi (Paolo Bordogna, Silvia Fidanza e Letizia Bellini Cavalletti) che hanno pubblicato l'internal dealing dell'adesione alla proposta di Intesa.

Anche il presidente della Fondazione CrCuneo, Giandomenico Genta, che consegnando il proprio 5,9% è stato decisivo per lo sgretolamento del patto Car sembra convinto che il «liberi tutti» sia vicino. «Dimissioni? Dipende dalle sensibilità di ciascuno. Il cda ha fatto il suo dovere, ha consentito agli azionisti di poter valorizzare al meglio la loro partecipazione», ha dichiarato. «La banca è scomparsa. La realtà è questa e faccio fatica ad accettarla», ha commentato un esponente del Patto dei Mille, in passato alla guida della ex Bpu.

Di segno opposto le valutazioni di Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo (secondo maggior socio di Ca' de Sass con il 4,38%). «L'offerta pubblica di scambio è stata un'operazione coraggiosa», ha commentato aggiungendo che l'operazione «consolida il sistema bancario del nostro Paese, rafforza Intesa Sanpaolo e tende a valorizzare l'importante potenziale di Ubi Banca. Il nuovo gruppo saprà offrire il suo contributo alla ripresa economica».

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