Ubi, no dei soci a Intesa: "L'offerta è inaccettabile"

Il patto di consultazione tra azionisti di Ubi, che raccoglie circa il 17,8% del capitale, ha respinto l’offerta avanzata da Intesa Sanpaolo

Il patto dei soci storici ferma l’offerta avanzata da Intesa Sanpaolo. La proposta di acquisto nei confronti di Ubi proposto dall’istituto guidato da Carlo Messina, infatti, ha incontrato il primo e importante "no" proveniente dal Car, il patto di consultazione tra azionisti che raccoglie circa il 17,8% del capitale a cui aderiscono Fondazione Banca del Monte di Lombardia, Fondazione Crc, i Bombassei, la famiglia Bosatelli, Radici Group e i Beretta.

I grandi soci dell’istituto bergamasco, dopo essersi riuniti questa mattina a Bergamo per discutere dell’offerta di scambio annunciata lunedì sera, hanno dichiarato ufficialmente che "l'Offerta pubblica di scambio (Ops, ndr) di Intesa-Unipol, come prospettata, appare ostile, non concordata, non coerente coi valori impliciti di Ubi e dunque inaccettabile".

"Ubi è una banca sana, stabile, redditizia, ben gestita per competenze, e risorse umane, competitiva e conosciuta sul mercato di riferimento, realtà centrale per il sistema socioeconomico del Paese", hanno sottolineato i pattisti. Gli azionisti del Car, inoltre, all’unanimità"ritengono di dover tutelare, al contempo, il loro investimento in banca con i suoi territori di riferimento e si sono impegnati in un progetto di medio e lungo periodo" e, per questo, sono contrari a quella che definiscono l'Ops di Intesa-Unipol.

Mario Cera, membro del comitato di presidenza, ha definito la proposta di Intesa inadeguata dal punto di vista dei valori "economico patrimoniali": "C’è un patrimonio netto, basta vedere il bilancio": Il riferimento implicito riguarda il fatto che Intesa valorizza Ubi circa 0,6 volte il patrimonio netto. "Abbiamo pensato molto oggi al personale, alle risorse umane di Ubi, il suo patrimonio è essenzialmente il suo personale Vogliamo tutelare la banca così com’è", ha continuato Cera.

Questa mattina, invece, l'ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha confermato che non sarà effettuata una nuova proposta. "Non so cosa il board deciderà, sono liberi di decidere quel che è meglio per gli azionisti. Ci sono zero probabilità di aumentare il prezzo di offerta", ha spiegato a Bloomberg. Messina ha anche affermato che è "singolare" definire la proposta di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca come "ostile". "L'unico modo di fare una acquisizione è fare una proposta e poi discuterne in modo positivo o negativo". "Come è possibile fare una acquisizione in modo differente?”, ha continuato Messina. Quest’ultimo ha aggiunto che "se fai una operazione tra eguali, puoi farla ostile o amichevole, ma se fai una acquisizione e parli con centinaia di investitori come puoi fare un accordo prima? C'è l'insider trading, ci sono molto conseguenze".

Se l'offerta non andasse in porto, ha proseguito l’ad di Intesa, l’unica strada percorribile sarebbe quella di "continuare a portare i nostri risultati" in quanto il gruppo è "già così forte". Messina, però, si è detto fiducioso su un successo dell'Ops.

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