Ipotesi Bancoposta per Montepaschi Ma l'ad Sarmi frena

Il Movimento Cinque Stelle chiede l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sul Monte Paschi per «avere nomi e cognomi di questo sfacelo». «Vogliamo capire le responsabilità politiche di chi ha sbagliato», proseguono i grillini, aggiungendo di considerare «un percorso doveroso» la nazionalizzazione della banca stessa. Rocca Salimbeni ha in pancia 4 miliardi di denaro pubblico, versato dal Tesoro tramite i Monti-bond.
Ma sul Monte Paschi è nato anche un giallo industriale: secondo il settimane l'Espresso in edicola oggi, sul tavolo del presidente del consiglio Enrico Letta, sarebbe infatti giunto un documento che ipotizza un'alleanza fra Mps e BancoPosta con l'obiettivo ultimo di unire la natura bancaria del Monte (che gode quindi di una licenza creditizia «piena» sul fronte degli impieghi) con la bocca di fuoco rappresentata dai 14mila uffici postali sparsi in tutta Italia.
L'amministratore delegato delle Poste, Massimo Sarmi, ha però subito preso le distanze: si tratta di un'idea che non «è mai stata presa in considerazione. Non ne abbiamo mai parlato». «La mission delle Poste è nota e non da ora» ed è nel risparmio postale, ha proseguito e fredda sarebbe anche la reazione del vertice di Mps. L'operazione, scrive l'Espresso, potrebbe svilupparsi per gradi: in una prima fase l'accordo sarebbe di carattere commerciale con la selezione di alcune agenzie postali dove vendere i prodotti del Monte; in seguito la partnership verrebbe rafforzata attraverso una newco compartecipata con il compito di gestire una rete comune di sportelli». Infine il presidente dell'Acri, Giuseppe Guzzetti ha promosso la direzione che sembra aver sposato la Fondazione Mps per riformare lo Statuto.

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