Letta vola a visitare Wall Street per piazzare il prodotto Italia: "Noi virtuosi, venite a investire"

Il premier alla Borsa di New York per illustrare le slide delle riforme: "Punto ad aprire l'Italia al mondo". Ma nell'aria aleggia lo spettro della manovra: il deficit è oltre il 3,4%

Letta vola a visitare Wall Street per piazzare il prodotto Italia: "Noi virtuosi, venite a investire"

Enrico Letta calca la passerella di Wall Street. Lo fa con l'intento di piazzare il prodotto Italie, e lo fa promettendo stabilità (politica ed economica) e misure che lui stesso sa che non arriveranno mai. "L’Italia è un Paese virtuoso, giovane e credibile - ha assicurato il presidente del Consiglio al New York Stock Exchange - grazie al nostro consolidamento fiscale, il debito è sotto controllo". Eppure all'orizzonte si addensano nuvoloni neri come la pece. I conti pubblici, che gli analisti di via XX Settembre hanno toppato pesantemente, preannunciano tempesta. A differenza di quanto annunciato dal ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni, il rapporto tra deficit e pil sarebbe addirittura del 3,4%. Autorevoli fonti interne al Pd e al Pdl hanno chiaramente detto che non sono realistici i dati del 3,1%. Tanto che, entro la fine dell’anno, occorre trovare almeno 6 miliardi di euro, cioè una vera manovra finanziaria.

I conti restano al centro dell'azione di governo. Il mantra di Letta continua ad essere la stabilità politica per non innervosire i mercati ed evitare una muova incursione degli speculatori sui titoli di Stato. "Stiamo lavorando al consolidamento di bilancio - ha ammesso davanti agli investitori statunitensi - abbiamo un grande debito che sta diventando un grande problema, che dobbiamo gestire". L'Unione europea impone che il debito italiano superi il 3% del pil. "Stiamo cercando di rispettare questi vincoli - ha assicurato il premier illustrando su un maxi schermo le slide che ripercorre le riforme del governo - convinti che possiamo farlo". Il problema per il consolidamento del bilancio è avere bassi tassi interesse sul debito. L'obiettivo del governo è portarlo dal 4,5% al 2% entro l’anno prossimo. "Il nostro obiettivo - ha continuato - è realizzare dodici mesi consecutivi di crescita e per farlo dobbiamo continuare sulla strada del consolidamento fiscale". Proprio per questo nei prossimi giorni sarà nominato un commissioner che si occuperà della spending review. Passerà sotto la lente d'ingrandimento tutti i campi, eccezion fatta per la cultura che Letta stesso definisce il "petrolio" del Belpaese. "Siamo un paese molto aperto ma il mio sforzo è continuare ad aprire il più possibile l’Italia al mondo, ai capitali ma anche ai saperi - ha spiegato il capo del governo - sono qui per presentare la nuova Italia, un Paese importante per l’Europa e per tutto il mondo".

Al termine della passerella a Wall Street, dove oggi sventola il Tricolore italiano, Letta si è detto soddisfatto e ottimista per l’accoglienza ricevuta dagli investitori americani. Pur non parlandone mai, oltre alla preoccupazione del debito pubblico, gli occhi sono puntati allo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi. "Ho incontrato tanti investitori internazionali - ha spiegato il premier a Sky Tg24 al termine della visita - ho detto loro di investire in Italia e ho
trovato grande disponibilità soprattutto perché presentiamo stabilità"
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