Mes e Btp, Gualteri non convince: l'Europa tira dritto

Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ha promesso che l'Italia non cederà in merito alla modifica sui limiti ai Btp. Ma le carte dell'Europa lo smentiscono

Mes e Btp, Gualteri non convince: l'Europa tira dritto

Il mantra che ripete Roberto Gualtieri sul Mes è sempre lo stesso: è ancora possibile lavorare per modificare la riforma del Fondo salva-Stati. Poco importa se, come ha ripetuto lo stesso ministro dell'Economia, “le linee fondamentali sono definite”, perché secondo l'esponente del governo un intervento in extremis dell'Italia è ancora immaginabile.

Come sottolinea il quotidiano La Verità, Gualtieri non ha approfittato del congresso dell'Assiom forex di Brescia per fare chiarezza su un tema a dir poco ambiguo come quello del Meccanismo europeo di stabilità. Anzi: ha contribuito a mescolare ulteriormente le carte in tavola, cercando di girare attorno alle questioni focali. Sul Mes è in atto un processo di discussione sulla riforma – ha spiegato il ministro - ma non è un tema in agenda il prossimo febbraio nella riunione dell'Eurogruppo. La discussione riprenderà a marzo e lì faremo il punto sull'avanzamento dei lavori”. Mentre Bruxells ha fatto capire a chiare lettere che varerà ad aprile la riforma del Mes, Gualtieri ha ribadito che “quello che per me è molto importante è l' effettiva credibilità dell' anticipazione del testo”.

Nessuna smentita sulle parole del presidente dell'Eurogruppo, Mario Centeno, il quale lo scorso 30 gennaio aveva informato che i lavori sul Meccanismo europeo di stabilità si concluderanno “entro marzo”. Silenzio assoluto anche sulla presa di posizione di alcuni funzionari dell'Eurogruppo, che hanno fatto sapere che la firma finale scatterà ad aprile.

Gualtieri non smentisce l'Europa sui Btp

Gualtieri ha parlato della contrarietà del nostro Paese in merito ai Btp: “L'Italia resta nettamente contraria alla modifica del trattamento prudenziale dei titoli di Stato in portafoglio alle banche, oggi pari a zero. Un' opposizione che resterà fino a quando non ci sarà un pieno supporto degli Stati membri per un safe asset europeo”.

In ogni caso guai a battere troppo violentemente i pugni sul tavolo, perché secondo lo stesso Gualtieri “gli interventi che teoricamente potrebbero indebolire il nesso tra rischio sovrano e rischio bancario comunque non lo eliminerebbero e potrebbero, invece, minare il ruolo di stabilizzazione del mercato del debito pubblico da parte delle banche”.

Il ministro ha poi aggiunto che il trattamento in bilancio dei titoli di Statonon contempla la ponderazione al rischio né limiti di concentrazione nel patrimonio degli intermediari finanziari”. Peccato che Centeno, pochi giorni fa, aveva ribadito l'impegno a completare il lavoro sull'Unione bancaria entro il 2024; un lavoro complesso che comprenderebbe anche la concentrazione dei titoli, smentito da Gualtieri.

Morale della favola: mentre i tecnocrati di Bruxelles sono in una botte di ferro, convinti che ogni riforma sarà effettuata come da programma, il ministro Gualtieri non riesce più neppure ad alzare una barricata senza venir regolarmente smentito dall'Europa.

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