"Voglio essere chiaro: Ferrari non è solo, ma "anche" Luce. Maranello, infatti, continuerà a realizzare auto con tutte le motorizzazioni. Nel 2026 saremo in produzione con una Testarossa che è ibrida, l'Amalfi che è termica turbo, una Purosangue V12 "Handling speciale" ancora più sportiva, l'elettrica Luce e qualcos'altro che verrà fuori nell'anno. Punto fisso: la risposta ultima è sempre quella che arriva dai clienti. E su Luce voglio aggiungere: noi, comunque, l'abbiamo fatta". La prima auto elettrica di Maranello, il cui stile è stato curato dall'ex Apple, Jony Ive, e oggetto di critiche a spese anche delle azioni, ha monopolizzato buona parte della giornata inaugurale del Motor Valley Fest di Modena. E il ceo del Cavallino rampante, Benedetto Vigna, ha colto l'occasione per fare chiarezza e replicare agli attacchi arrivati da più parti. "Se considero eccessivo il listino di 550mila euro per Luce? Non far pagare l'innovazione significa fare tre torti: alle persone che lavorano dentro Ferrari, a tutti gli operatori della della filiera e alla tecnologia stessa".
Dottor Vigna, l'ex presidente Luca di Montezemolo ha espresso un giudizio molto duro su Luce. Secondo lui con questa auto si rischia di distruggere il mito Ferrari. Critiche anche dal ministro Matteo Salvini, per non parlare del leader di Azione, Carlo Calenda, tra l'altro ex dipendente di Ferrari, che se l'è presa con il vostro presidente John Elkann. Vuole rispondere?
"Guardi, in realtà penso poco alle critiche. A me piace lavorare su quello che è il futuro. Quindi, andiamo avanti per la nostra strada anche perché abbiamo riscontri positivi da parte dei clienti. Ognuno dice la sua, ma posso capirli in quanto non hanno visto la macchina".
Lo stesso Montezemolo ha addirittura auspicato che venga tolto da Luce lo stemma del Cavallino rampante. Come a dire: non è degna di fregiarsene.
"Nella mia vita sono abituato a fare ciò che dico e non quello che arriva da altri. Luce è un'auto dirompente, un'auto innovativa: è chiaro che non piaccia a tutti".
Un chiarimento sui volumi produttivi previsti per Luce?
"Abbiamo aperto gli ordini il 27 maggio e dai vari Contenenti abbiamo ricevuto manifestazioni di interesse con le relative caparre. Ecco alcuni commenti scritti che mi sono arrivati: io la compro perché mi piace; complimenti a Ferrari per il coraggio e la determinazione che avete dimostrato nel definire l'auto del futuro; avete rivisto il concetto dell'auto elettrica integralmente; non capiamo le critiche e l'unica ragione è che chi le fa non ha visto questa vettura dal vivo. Una prima quantificazione degli ordini la daremo alla prossima conference call".
Possiamo dire che Luce inaugura un modo nuovo di intendere un'auto elettrica?
"Lo ripeto: prima di commentare, sia in modo positivo sia negativo, bisogna guardare e fare vedere questa macchina. Vi ricordate quando nel 2007 è apparso il primo iPhone? L'impatto è stato quello di chiedersi come si poteva usare il telefonino senza la tastiera.
Tornando a Luce, se la vedi capisci che non è copiata dai cinesi e non ha niente a che fare con le auto elettriche realizzate da altri costruttori: fare performance è banale, ma quello che è difficile è fare in modo che le performance si sposino con la percezione delle persone".