In manette manager dell'Sgr Sofia

Luca Fazzo

In gennaio era finito agli arresti domiciliari per l'indagine su una società immobiliare chiamata Hi Real Spa. Ieri il finanziere spezzino Marco Sturlese, 52 anni, noto anche per essere comparso nei cosiddetti «Panama Papers» è stato arrestato di nuovo dalla Guardia di Finanza, ma stavolta con destinazione carcere. L'accusa nei suoi confronti è di truffa aggravata, riciclaggio e autoriciclaggio. A metterlo nei guai è ora una Sgr (società di gestione del risparmio) di nome Sofia. Agli arresti domiciliari finiscono per la stessa vicenda Daniele Bevacqua, che di Sofia sgr era l'amministratore delegato, e l'ex direttore generale Luigi Capitani.

Sulla correttezza delle operazioni di Sofia si erano già concentrate in passato le attenzioni di Consob e Banca d'Italia: prima sanzioni a ripetizione, infine la revoca delle autorizzazioni. Un ramo di Sofia era stato nel febbraio scorso acquisito da Azimut, insieme ai promotori e ai clienti. Ma le accuse che ieri hanno fatto scattare gli arresti risalgono al periodo precedente, tra il 2013 e il 2017, quando la sgr era saldamente nelle mani di Sturlese. Prospettando a 177 clienti un investimento in una società di diritto austriaco, la Tre International, Sturlese e i complici avrebbero raccolto 4,4 milioni di risparmi, investiti in realtà dalla Tre in un fondo speculativo controllato dalla stessa Sofia («in situazione di palese conflitto di interessi», spiega il procuratore della Repubblica di Milano, Francesco Greco), e poi dirottati in una società lussemburghese.

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