Per il mattone giù prezzi e compravendite

La crisi del mattone è ancora aperta: il 2013 manda a picco i prezzi delle abitazioni, scesi del 5,6% rispetto al 2012, quando il ribasso era stato del 2,8%, praticamente la metà. É il dato peggiore dal 2011, cioè da quando sono iniziate le rilevazioni statistiche. Il ribasso risente soprattutto del forte calo (-7,1%) registrato per le «vecchie» case. Ma a scendere, stavolta, sono anche le quotazioni delle costruzioni appena messe sul mercato, in diminuzione del 2,4%. Anche le compravendite registrano nel 2013 una flessione del 9,2%, ma come sottolinea l'Istat, riportando i dati dell'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, nel 2012 il ribasso era arrivato al 25,8%. «É la conferma della persistenza della crisi in atto ormai da due anni - commenta Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia -; molti osservatori l'anno scorso avevano visto segnali di speranza, ma solo perché il confronto era con un anno drammatico come il 2012».
In attesa della sperata ripresa, gli italiani «congelano» le spese. È quanto emerge dall'indicatore di Confcommercio, che a febbraio registra un calo dello 0,7% su anno e una variazione nulla rispetto a gennaio. Dati che, secondo l'organizzazione dei commercianti, confermano l'avvio, in atto già da alcuni mesi, di una fase di stabilizzazione che, però, in assenza di miglioramenti sul versante occupazionale e del reddito disponibile, non riesce ancora a tradursi in una ripresa in grado di far ripartire il ciclo economico.
Per ora, continua il calo drammatico dei consumi che dal 2007 a oggi sono scesi di oltre 80 miliardi di euro. E Confcommercio non lascia troppe speranze: ci potrebbero volere 33 anni per tornare ai livelli di consumo di beni durevoli precedenti alla crisi. Meglio per gli alimentari, per i quali basterebbero 12,5 anni.

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