"In un periodo di inevitabile transizione, Mediobanca può far leva su business solidi e professionalità distintive, e prepararsi così a scrivere un nuovo capitolo della sua storia, avendo costruito nei suoi ottant'anni di vita un patrimonio di fiducia unico nel panorama finanziario italiano". L'ad dell'istituto di Piazzetta Cuccia, Alessandro Melzi d'Eril (in foto), ha commentato con queste parole i conti dei sei mesi che sono stati chiusi a fine dicembre facendo così ripartire dal 1 gennaio 2026 il nuovo anno fiscale per allinearsi a quello del Monte dei Paschi. L'utile netto di Mediobanca è sceso del 22,3% su base annua a 513 milioni, zavorrato da 110 milioni di voci non ricorrenti relative ai costi legati all'Ops, a svalutazioni immateriali e alle buonuscite degli ex vertici. Senza queste componenti il risultato netto è di 623 milioni (-6%) I ricavi hanno tenuto a 1.786 milioni (-3%) grazie al sostegno fornito da Compass e dalla quota in Generali. Il dividendo proposto dal board per l'esercizio è di 0,63 euro per azione, in aumento del 13% rispetto allo scorso anno, con un payout pari al 100 per cento.
La cedola sarà sottoposta all'approvazione dell'assemblea convocata per il 14 aprile e, in caso di via libera, verrà messa in pagamento nello stesso mese con data di stacco il 20 aprile, record date il 21 e pagamento il 22. Quanto ai risultati divisionali, il wealth management ha registrato ricavi per 473 milioni, sostanzialmente in linea con lo scorso anno.
Le attività finanziarie totali hanno raggiunto 115 miliardi, in aumento dell'8% su base annua, e la raccolta netta è stata pari a 1,4 miliardi, con afflussi di masse gestite per 2,6 miliardi nel periodo. "Investire sulle nostre persone e sul loro talento sarà la priorità di questo percorso, con l'obiettivo di confermarci partner di riferimento per gli imprenditori in tutte le loro esigenze finanziarie, dalla crescita dell'impresa alla gestione del patrimonio. Con questa determinazione e impegno, ci accingiamo ad iniziare l'esercizio 2026 in ripresa su tutto il franchise", ha sottolineato Melzi d'Eril che dallo scorso 28 ottobre ha preso il posto di Alberto Nagel. Mediobanca aggiornerà le previsioni del piano 2025-2028, "in coerenza con la revisione delle linee guida strategiche del gruppo Mps", viene specificato in una nota. Dove si evidenzia che "il primo trimestre dell'anno vede un andamento commerciale solido nel Consumer Finance, caratterizzato da livelli buoni di attività, con riflessi positivi sul margine di interesse".
Il franchise del Corporate & Investment Banking si conferma "robusto con una buona pipeline per l'anno in corso". E nel wealth management "è stata avviata una riorganizzazione che valorizzerà brand, competenze e specializzazione di Mediobanca".