Mediobanca, più ricavi e utili Generali? "Non c'è di meglio"

Nagel: "Possiamo uscire solo con un'opzione altrettanto valida". Oggi cda del Leone per comitati e minoranze

Mediobanca, più ricavi e utili Generali? "Non c'è di meglio"

Tra rumors e presentazione dei conti, ieri Mediobanca è stata al centro della giornata finanziaria. Da un lato le voci alimentate da un articolo del Sole 24 Ore circa una possibile acquisizione nel risparmio gestito da parte di Piazzetta Cuccia. I target sarebbero Banca Generali, Banca Mediolanum o Azimut, ma in cambio di un disimpegno da Generali. Proprio una sorta di patto di pacificazione a Trieste, infatti, sarebbe la motivazione per una tale operazione, dopo che lo scorso 29 aprile l'assemblea di Generali ha riconfermato come ceo Philippe Donnet, nonostante la contrapposizione degli azionisti Francesco Gaetano Caltagirone e Leonardo Del Vecchio (che hanno rispettivamente il 5,5% e il 19,4% anche nella stessa Mediobanca).

Ma ieri è stato anche il giorno dalla presentazione dei conti trimestrali. L'istituto guidato da Alberto Nagel ha concluso i primi nove mesi del suo esercizio (la società lo chiude al 30 di giugno) con un utile di 716 milioni in crescita del 19% e ricavi in aumento del 9% a quota 2.147 milioni, sostenuti da un buon andamento di margine d'interesse e commissioni. Nel trimestre, invece, l'utile è rimasto stabile a 190 milioni (da 193 del trimestre precedente), con ricavi a 687,7 milioni (da 663 realizzati nello stesso periodo 2021). Piazzetta Cuccia ha confermato il buyback fino al 3% del capitale dopo che è già stato riacquistato il 2% e viene confermato un cash payout del 70 per cento.

L'ecosistema Mediobanca continua a fare risultati e, tra i suoi elementi pregiati, conta una partecipazione in Generali che nei nove mesi ha consolidato un utile netto di 251 milioni. Un flusso che peraltro viene considerato da Piazzetta Cuccia fondamentale.

«Siamo molto soddisfatti di questa esposizione anche nello scenario a venire», ha detto l'ad Alberto Nagel a proposito dello scenario di un'uscita della banca da Generali. «Per cambiare lo status quo dobbiamo avere opzioni concrete e altrettanto valide per prendere una decisione diversa». Nagel ha poi sottolineato di non avere colloqui in corso. «Ogni giorno più o meno viene fuori un'ipotesi sui giornali. Una settimana fa era Anima, quest'oggi Banca Generali, poi ho visto anche Azimut e Mediolanum. La realtà è molto diversa».

I rumors sull'operazione nel risparmio gestito hanno scaldato i titoli di Mediobanca (+0,43%), Banca Generali (+6,32%), Banca Mediolanum (+4,51%) e Azimut (+3,43%). Nagel parla di una politica di piccole acquisizioni, ma le tempistiche delle indiscrezioni hanno fatto alzare le antenne agli osservatori. Soprattutto in vista del cda di Generali di oggi, che eleggerà i comitati «endoconsiliari» e quindi sancirà i nuovi equilibri interni.

Nagel ha detto che occorre «superare la fase di antagonismo e entrare in una fase di più stretta collaborazione». E una via per la pacificazione potrebbe passare da una Mediobanca pronta a riaprire un dossier acquisizioni nel risparmio gestito, peraltro già affrontato in passato, per poi pensare a un'uscita di scena da Generali. Un'eventualità che andrebbe nella direzione desiderata da Caltagirone e Del Vecchio. A tal punto che potrebbero essere proprio loro, alla fine, a proporre un aiuto a Mediobanca per chiudere un deal nel risparmio gestito, chiedendo in cambio a Piazzetta Cuccia di farsi da parte dal Leone. La sensazione, comunque, è che le parti in causa siano all'opera per trovare una via d'uscita soddisfacente per tutti. Così da evitare il protrarsi di una logorante tregua armata.

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