Torna l'ipotesi degli Eurobond per disinnescare la "bomba" Btp

La proposta di Bankitalia per disinnescare la bomba del Mes: titoli pubblici non più a rischio zero in cambio di Eurobond. Ma la Germania non ci sta.

Torna l'ipotesi degli Eurobond per disinnescare la "bomba" Btp

È arrivata l’ennesima conferma: il Mes è una minaccia reale e concreta per il debito pubblico italiano e per i Btp.

Come fa notare Il Messaggero, gli italiani possono contare su 4 mila miliardi di attività finanziarie, comprendenti sia la liquidità sui conti correnti sia altri investimenti. Ma al di là di questo, è interessante sottolineare l’idea di fondo: fin qui, il rischio di perdere i denari investiti in un Btp è stato sempre prossimo allo zero. Con la riforma del Mes potrebbero cambiare le carte in tavola, perché il Meccanismo europeo di stabilità non solo minaccia i Paesi in possesso di elevati debiti pubblici ma, soprattutto, lascia aperto un varco con vista sull'abisso. Di cosa si tratta? Dell’eventualità che il debito pubblico possa essere ristrutturato senza restituire una parte dei soldi investiti nei Btp.

La trattativa sulla riforma del Fondo salva-Stati procede, anche se il filo del discorso si è spostato sul tema dell’Unione bancaria, altro punto racchiuso all’interno della cosiddetta "logica del pacchetto". Germania e Olanda spingono affinché i Btp siano "ponderati", cioè i due Paesi vorrebbero che il loro rischio non fosse più prossimo allo zero, come nel caso dei Bund tedeschi. Il problema – e sarebbe un problemone - è che in questo modo il sistema bancario italiano finirebbe a gambe all’aria. Il motivo è semplice: il nostro Paese dovrebbe vendere i titoli di Stato o rassegnarsi a incassare ingenti perdite.

Due proposte a confronto

In mezzo a tutto questo, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha aperto alla possibilità di assegnare un valore più basso ai Btp. L’unica condizione posta è che l’Europa si doti di un titolo di Stato europeo "a rischio zero". L’uscita di Visco ha lasciato tutti piuttosto perplessi, dal momento che sia il Tesoro italiano che le banche sono sempre state restie di fronte alla ponderazione dei titoli di Stato. La strada che vorrebbe imboccare Visco è la stessa già perlustrata dall’ex ministro delle Politiche comunitarie, nonché attuale presidente Consob, Paolo Savona.

Savona sostenne che la riforma del Mes – la stessa che tiene banco in questi giorni – avrebbe dato vita a un Meccanismo europeo di stabilità incapace di difendere l’euro da un attacco speculativo a uno dei Paesi dell’area. Il motivo dell'affermazione è semplice: il Fondo salva-Stati ha un capitale di 705 miliardi, ma può prestarne solo 500. Dunque, in caso di attacchi speculativi, ci sono soltanto fondi limitati e non una dotazione illimitata. Insomma, la sua idea è la stessa rispolverata da Visco. Ma a esser presa in considerazione potrebbe invece essere la proposta della Germania, che spinge per la ponderazione del rischio dei titoli di Stato, senza però alcuna condivisione dei rischi. Nel frattempo il presidente della Bce, Christine Lagarde, ha fatto capire di apprezzare la proposta sui titoli di sicuri. La battaglia è ancora aperta.

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