Micam Milano Digital Show, fino all'8 maggio business on-line al salone internazionale della calzatura

Inaugurata l'edizione 2021: oltre 100 brand con le novità autunno-inverno 2021-2022 e le collezioni primavera-estate 2021 presentati senza frontiere a operatori e buyer. Incontri e approfondimenti a Micam X. per sostenere le aziende in attesa della manifestazione fisica #strongertogether in Fiera Milano a settembre. Fatturato del settore in calo del 25,2% nel 2020

Micam Milano Digital Show, fino all'8 maggio business on-line al salone internazionale della calzatura

Oltre 100 brand calzaturieri con le novità del prossimo autunno-inverno 2021-2022 e le migliori collezioni in-season primavera-estate 2021 in scena fino all’8 maggio al MICAM Milano Digital Show la piattaforma in cui aziende e compratori di tutto il mondo si possono iscrivere per incontrarsi e confrontarsi dando vota a un business senza frontiere.
Con MICAM Milano Digital Show prende così il via il primo grande evento della stagione dell’accessorio-moda a cui seguiranno HOMI Fashion&Jewels Live Show dal 20 al 27 marzo e MIPEL nella sua versione in digitale a partire dal 23 marzo. Tutte manifestazioni che a settembre torneranno insieme a settembre in presenza nei padiglioni di Fiera Milano con l’evento #strongertogether.

“La pandemia ha accelerato in maniera rapidissima il processo di digitalizzazione che era già in corso e su cui stavamo lavorando da anni – ha Siro Badon, presidente di Assocalzaturifici e MICAM all’apertura online della manifestazione-. Attraverso questa iniziativa digitale vogliamo sostenere il comparto calzaturiero verso la transizione digitale, un nuovo modo di fare business che in questo momento specifico è un importante aiuto visto la conclamata impossibilità di fare campagne di vendita internazionali a causa delle restrizioni imposte nei viaggi”.

“L’integrazione fra negozio fisico ed e-commerce è sempre più strategica non solo per il nostro settore ma per l’intero made in Italy - ha aggiunto -. Le piattaforme digitali sono state necessarie per smaltire gli stock e abbiamo dovuto cambiare anche il modo di fare formazione, attivando webinar specifici perché in questo momento le nostre imprese hanno bisogno di competenze tecniche e di un salto culturale. In primis all’interno dell’azienda: la rapidità nel cogliere queste innovazioni è una leva strategica di fondamentale importanza per non farsi travolgere dalle rinnovate dinamiche dei mercati. Se, nel know how, nell’artigianalità e nel saper fare, abbiamo ottenuto un’eccellenza riconosciuta unanimemente in tutto il mondo, anche nell’approccio tecnologico dobbiamo raggiungere questo livello”.

Con MICAM Milano Digital Show - all’inaugurazione oltre e Siro Badon hanno partecipato Manlio Di Stefano sottosegretario agli Esteri, Carlo Maria Ferro presidente di Ice, Tommaso Cancellara direttore generale Assocalzaturifici e Matteo Scarparo responsabile Global Trade Unit - i buyer possono scoprire le proposte dei brand e delle aziende calzaturiere: lo stile, la qualità, l’innovazione e le tendenze in un ambiente digitale facile da utilizzare; possono richiedere connessione ai brand, scegliere tra linesheet e proposte a catalogo, personalizzare e finalizzare gli ordini direttamente sulla piattaforma.

Il sottosegretario Di Stefano ha ricordato l’impegno del Ministero degli Affari esteri a sostegno del sistema fieristico e delle imprese italiane sottolineando come il comparto delle calzature sia una delle eccellenze di maggiore successo del made in Italy nel mondo, uno dei settori più fortemente internazionalizzati e qualificati, terzo esportatore al mondo nel settore, espressione riconosciuta per innovazione, qualità, genio creativo. Di Stefano ha poi ricordato l’impegno a sostenere il rilancio delle esportazioni come leva per far ripartire l’economia a partire dal Patto per l’Export in cui hanno un ruolo di rilievo le fiere sia fisiche che digitali; le missioni incoming con Ice per operatori e buyer; i corridori sanitari per gli operatori esteri; i nuovi strumenti di finanza e i ristori. Ed ha annunciato l’avvio della “strategia per accompagnare le fiere nella fase post pandemica con un piano di comunicazione dedicato su alcuni mercati dedicati legato anche alla piattaforma Fiera Smart 365 gestita da Ice per conto del Ministero, a disposizione di chi ne fa richiesta”. “Micam con il format Digital e con contenuti di Micam X è riuscita a valorizzare al massimo l’esperienza della fiera digitale che in futuro non sostituirà lquella fisica ma è destinata a ad affiancarla fornendo valore aggiunto”.

Con il Digital Show i brand internazionali hanno a disposizione canali privilegiati di promozione verso la community mondiale di MICAM Milano per acquisire nuovi contatti, invitare direttamente sulla piattaforma i propri clienti e customizzare le proposte in collezione utilizzando i più avanzati tool di gestione digitale che consentono un’esperienza business efficace.
Non solo, attraverso l’offerta merceologica non mancano gli eventi di contenuto - in calendario oltre 60 incontri -, grazie a MICAMX, il laboratorio dedicato all’innovazione e alle proposte all’avanguardia nel mondo calzaturiero per tutta la durata dell’apertura della piattaforma piattaforma digitale. Speaker di primo piano ed esperti si confronteranno sui quattro pillar di MICAMX: retail del futuro, sostenibilità, materiali e tendenze ed art, fashion, heritage and future.

Appuntamento digitale atteso e necessario per sostenere il settore in attesa della ripartenza delle fiere fisiche. La pandemia da Covid-19 ha colpito duramente l’industria calzaturiera italiana con una flessione a doppia cifra in tutte le principali variabili. Secondo gli ultimi dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici nel 2020 sono calati rispetto all’anno precedente sia il fatturato, attestatosi a 10,72 miliardi di euro ( -25,2%) che la produzione Made in Italy (scesa a 130,5 milioni di paia, -27,1%). Di rilievo anche il decremento dell’export in valore (-14,7%) e in quantità (-17,4%).

“Una flessione importante, malgrado una crescita a doppia cifra per il canale online che non riesce a tamponare il crollo dello shopping dei turisti e i mancati introiti da essi derivanti, specialmente per le fasce lusso sottolinea il presidente di Assocalzaturifici -. E se a queste indicazioni aggiungiamo le criticità che emergono dalle cifre relative alla demografia delle imprese – con un calo del 4% sia nel numero delle aziende che degli addetti diretti, oltre ad un’impennata della Cassa Integrazione Guadagni nell’Area Pelle (+900% le ore autorizzate, dieci volte i livelli del 2019) – il quadro che ne viene fuori non è per nulla confortante”.

“Al crollo dei livelli di attività nella prima parte dell’anno, causato dal lockdown, ha fatto seguito, nei due trimestri successivi, solo un’attenuazione della caduta (rimasta peraltro a doppia cifra), anziché un rimbalzo - rileva Assocalzaturifici -. La seconda ondata del virus in autunno ha subito interrotto i primi timidi segnali di risalita (a settembre vendite estere e acquisti delle famiglie in Italia avevano eguagliato i volumi dell’analogo mese 2019). Nel trimestre conclusivo dell’anno, in particolare, export e consumi (con le vendite natalizie compromesse dalle misure restrittive) sono risultati ancora largamente insoddisfacenti.

“Il trend è destinato a rimanere altrettanto sfavorevole nel primo trimestre dell’anno corrente - aggiunge Badon - iniziato con una stagione dei saldi largamente sottotono: gli imprenditori del comparto, secondo le nostre rilevazioni, stimano in media un calo ulteriore del fatturato pari al -15,1% tendenziale. È evidente che la ripartenza sia rinviata alla seconda metà del 2021, auspicando che un soddisfacente ed esaustivo piano di vaccinazione porti progressivamente ad un ritorno alla normalità perduta, sebbene il recupero dei livelli pre-Covid sia ancora lontano”.

Per quanto riguarda i consumi, secondo il Fashion Consumer Panel di Sita Ricerca per Assocalzaturifici, in Italia nel 2020 sono state acquistate 26 milioni di paia in meno rispetto al 2019. Il prezzo medio al paio risulta sceso del -6,8% anche per il maggior utilizzo, nei mesi di quarantena, di pantofoleria e calzature informali di minor valore medio unitario. E se l’online ha avuto una crescita decisa (+30% in quantità e +17% in spesa) passando in valore dal 14,1% del 2019 al 21,4%, gli altri canali di vendita hanno invece chiuso il 2020 con profonde perdite: -28% le paia acquistate presso il dettaglio tradizionale (ma con un -42% in spesa); -44,4% quelle presso gli ambulanti; tra il -20 e il -25% quelle comprate nelle catene di negozi, nei grandi magazzini o nelle grandi superfici specializzate.

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