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Milleproroghe, fiducia alla Camera. Attesa per il vertice sul decreto fiscale

Obbligo di copertura per le priorità di maggioranza

Milleproroghe, fiducia alla Camera. Attesa per il vertice sul decreto fiscale
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L'Aula della Camera dei deputati ha approvato ieri, con 177 voti favorevoli e 93 contrari, la fiducia sul decreto Milleproroghe. Il provvedimento, composto da 17 articoli, interviene come di consueto su una vasta platea di scadenze normative che riguardano diversi settori dell'amministrazione pubblica. Dopo il voto sugli oltre 130 ordini del giorno e il via libera finale atteso tra oggi e domani, il decreto passerà al Senato per la conversione definitiva entro il primo marzo.

Tra le misure principali figurano la possibilità per i medici ospedalieri di restare in servizio fino a 72 anni anche nel 2026, su base volontaria, per far fronte alla carenza di personale sanitario, e la proroga per due anni dell'esclusione dal regime di incompatibilità per gli infermieri dipendenti delle Asl al di fuori dell'orario di lavoro. Slitta inoltre al 2026 l'obbligo di assicurazione per i funzionari che gestiscono risorse pubbliche previsto dalla riforma della Corte dei Conti. Sul fronte del lavoro vengono prorogate la decontribuzione per assunzioni di giovani e donne nella Zes, il bonus donna fino a fine 2026 e gli ammortizzatori in deroga per le aree di crisi industriale complessa e per i lavoratori portuali. Non mancano interventi per l'agroalimentare, con semplificazioni sui contratti di filiera e il rinvio dell'obbligo di revisione per circa due milioni di macchinari agricoli.

Diversi dossier sono però rimasti fuori dal decreto, spesso per ragioni di copertura finanziaria o per i tempi stretti dell'iter parlamentare. Tra questi la riapertura della rottamazione quater, il rinvio della tassa sui piccoli pacchi extra Ue, la portabilità dei fondi pensione e la proroga del rigassificatore di Piombino. Proprio questi temi saranno al centro del vertice di maggioranza previsto oggi, nel quale il governo valuterà se far confluire le misure rimaste sospese nel decreto fiscale previsto per sbloccare l'iperammortamento. La riapertura della definizione agevolata delle cartelle resta una priorità per la Lega, mentre sulla tassa da due euro sui pacchi si registra un'apertura politica dopo il parere favorevole dell'esecutivo a un ordine del giorno di Forza Italia che impegna a sospenderne l'applicazione "per il periodo temporale ritenuto necessario ad approfondirne i complessivi effetti applicativi".

Sempre tra gli ordini del giorno approvati o in discussione figura quello della Lega, a prima firma Alberto Bagnai, sul regime forfettario per rendere strutturale l'innalzamento della soglia di reddito a 35mila euro.

Sul fronte pensioni, invece, l'esecutivo ha espresso parere contrario agli atti di indirizzo delle opposizioni su Opzione Donna. La linea del governo resta comunque ancorata alla prudenza sui conti pubblici secondo le direttive del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti (in foto).

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