Nella galassia dei Benetton bruciati 4,5 miliardi di ricavi

Il gruppo paga nel 2020 la forte esposizione nei settori più colpiti dal virus: autostrade, aeroporti, autogrill

Nella galassia dei Benetton bruciati 4,5 miliardi di ricavi

Diversificare non basta più. Il Covid ha messo in ginocchio molti settori dell'economia italiana e la galassia Benetton, con le sue controllate, non è stata risparmiata. A pagare caro il prezzo della pandemia sono state, infatti, alcune delle principali società del gruppo che operano nei settori aeroportuale, autostradale e del food and beverage: Aereoporti di Roma (99,34% di Atlantia), Aspi (88% Atlantia) e Autogrill (al 50,1% di Schema34 che è al 100% della holding di famiglia Edizione). Guardando ai numeri di bilancio 2020 emerge in pieno l'impatto della crisi: la somma dei ricavi persi dalle tre società è di circa 4,5 miliardi. Dati che hanno spinto la galassia Benetton a intraprendere un cambio di passo, espresso ieri anche nel nuovo piano strategico di Atlantia. Un piano che potrebbe permettere un ritorno al dividendo già nel 2021, ha commentato l'ad Carlo Bertazzo dopo un 2020 a secco per i soci.

Per Adr la perdita è stata di 143,4 milioni a fronte di un utile di 245,2 milioni e i ricavi operativi da gestione aeroportuale sono crollati a 272 milioni (-71%). Il traffico passeggeri è diminuito del 76,8% con 11,5 milioni di passeggeri transitati a Fiumicino e Ciampino. Aspi, dal canto suo, nel 2020 ha totalizzato 409 milioni di perdite a livello consolidato, peggio del risultato negativo di 268 milioni che era stato raggiunto nel 2019. Quanto ai ricavi da pedaggio sono crollati del 24% a 2,79 miliardi.

Autogrill, infine, ha archiviato il 2020 con ricavi più che dimezzati da quasi 5 miliardi a meno di 2 miliardi. L'esercizio ha chiuso poi con un risultato netto in perdita per 479,9 milioni da un utile di 205,2 milioni.

Un quadro negativo che la galassia Benetton punta a mitigare anche grazie alle nuove linee strategiche. Al di là della trattativa in corso con Cdp per favorire l'ingresso di nuovi soci nel capitale di Aspi (trattativa che potrebbe essere nuovamente rinviata oltre la deadline del 16 marzo per favorire un'intesa economica tra le parti), le nuove direttive strategiche di Atlantia sono incentrate sullo sviluppo dell'attuale portafoglio di partecipazioni; si focalizzano sull'innovazione offrendo nuovi servizi di mobilità; sull'espansione a nuovi business sinergici e su una trasformazione che porti Atlantia ad evolvere da società di gestione a holding di investimenti. Il tutto, avendo sempre come riferimento il mantenimento di un "alto profilo di sostenibilità. Atlantia punta a espandersi in nuove aree sinergiche a quelle attuali: "Urban Smart Mobility", "Transport Terminals" e "Smart Roads". Non a caso, il gruppo ha allo studio un fondo di corporate venture capital focalizzato sull'innovazione per la mobilità. Un fondo che offrirà, accanto al feeding, servizi di coaching e go to market a start up innovative nel campo della mobilità, con una dotazione a regime di alcune centinaia di milioni.

Sugli aereoporti, Atlantia valuterà anche opportunità di shopping nel settore. Sulle autostrade, per il traffico "è atteso un recupero veloce, come dimostrato nell'estate 2020" e si punta a finalizzare il riassetto di Aspi e a continuare "a rinnovare e sviluppare il portafoglio di Abertis". Positiva la reazione del titolo: +0,94% a 16,18 euro.

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