Nella partita della fibra Tim torna centrale e gioca la carta del calcio

L'intesa con Dazn (investiti 350 milioni) serve a creare una forte domanda di rete

Nella partita della fibra Tim torna centrale e gioca la carta del calcio

Tim sale in Borsa (+0,99%) nel giorno dell'incontro tra ministri per chiarire i tempi della realizzazione della rete unica. Giancarlo Giorgetti, titolare dello Sviluppo Economico, si è accorto il settore delle tlc e le sue è assai regolamentato. E così il piano che vede la fusione tra la rete in fibra di Tim e quella di Open Fiber con la regia di Cdp è tornato in auge. E ieri al Mise, dopo una riunione con Vittorio Colao (Innovazione) e Daniele Franco (Mef) ha auspicato un cambio di passo sulla rete, «per evitare che si creino cittadini di serie A e B».

Ma in casa Telecom c'è un fatto nuovo: per lanciare gli abbonamenti per la rete in fibra, Tim punta sul calcio in streaming. Oggi c'è l'ennesima riunione in Lega Serie A per attribuire i diritti del campionato per i prossimi quattro anni. Con Dazn c'è Tim che, se dovesse passare questa offerta, potrà offrire nella sua piattaforma tutte le partite di calcio della serie A. Ovviamente le partite saranno visibili anche scaricando direttamente la app Dazn, ma sul fronte dei set up box dei gestori di tlc, le partite saranno disponibili solo con Tim Vision. E se l'accordo tra la Lega e Dazn andrà in porto, la piattaforma di Tim proporrà offerte «bundle» (partite di calcio serie A più, ovviamente, abbonamento a Internet ad alta velocità) molto convenienti. Non c'è dubbio che l'altro concorrente per i diritti della serie A, ossia Sky - che nel frattempo ha lanciato il suo servizio di connessione a Internet tramite rete Open Fiber - è pronto a dare battaglia.

Da registrare che, visti i problemi di estensione della rete ultraveloce in Italia, rimarcata con forza anche da Colao, non sarà facile vedere le partite in streaming ovunque, escludendo il collegamento via satellite di Sky. Ma forse il calcio, più della Dad, potrebbe fare il miracolo di aumentare gli abbonamenti in fibra che, al momento, solo sono 1,5 milioni su un totale di circa 20 milioni di linee fisse. Con Tim che ha solo 200mila abbonati in Ftth. Ed è per questo che l'ad Luigi Gubitosi sta spingendo, oltre che sulla rete unica, anche sui contenuti. «Esiste - ha detto - un circolo virtuoso tra domanda e offerta e per lo sviluppo delle infrastrutture e delle reti digitali». Insomma un ritorno al passato quando Telecom tentò l'avventura nella tv via Internet con il brand Stream e i diritti sul calcio, anche se questa volta sarà soltanto partner (versando 350 milioni) e non editore.

Gubitosi ha anche ricordato che le risorse del Recovery Plan faranno moltiplicare i progetti per la digitalizzazione, ma «sarà fondamentale la velocità di esecuzione». Per questo ha proposto che il sistema di gare preveda un meccanismo di salvaguardia così le imprese aggiudicatarie dei progetti dovranno rispondere dei risultati, facendosi carico delle inadempienze». Insomma un meccanismo che potrebbe costringere i soggetti deputati alla realizzazione della rete in fibra ad agire presto e bene senza ulteriori ritardi come auspicato dal governo. Ovviamente nel contesto della rete ultraveloce possono rientrare anche investimeti sul 5G e sull'Fwa, che possono ridurre, come detto da Colao, il digital divide. Gubitosi ha annunciato che Tim sta già pensando al 6G e che sabato lancerà un collegamento in fibra a 10 giga contro 1 giga attuale.

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