Nemmeno Netflix è al sicuro: in Europa è un lusso "eliminabile"

Potrebbe perdere abbonati, che nel 2019 sono saliti del 30%

Netflix era stato catalogato come uno dei titoli più promettenti in tempo di Coronavirus. Tutti a casa a vedere ore e ore di film e contenuti di vario genere. Con questa prospettiva le azioni a febbraio sono salite del 7% sovraperformando il calo dell'indice S&P. Invece, secondo un report dell'analista di Needam & CompanyLaura Martin, anche Netflix potrebbe uscire ammaccata dalla crisi sanitaria mondiale. Infatti, secondo Martin, la società affronta la minaccia di perdere abbonati internazionali, che sono ad oggi la sua principale fonte di crescita.

Il modello di business di Netflix infatti non capitalizza l'aumento di abbonati sul fronte delle revenue pubblicitarie, che la società non ha, e neppure sul fronte delle ore viste, dato che l'abbonamento in Europa varia da 7,7 a circa 15 euro al mese. «Questa decisione impedisce a Netflix di capitalizzare qualsiasi rialzo generato da un aumento del numero di spettatori che potrebbe sorgere con la richiesta di distanziamento sociale provocata dell'epidemia», ha spiegato Martin.

Negli Usa la società fondata da Reed Hasting ha 61 milioni di abbonati mentre a livello internazionale gli utenti paganti sono saliti del 30% a fine 2019, raggiungendo i 106 milioni con l'Europa che rappresenta il numero più alto di abbonati al di fuori del Nord America. «Dato che Netflix è un lusso e in Europa abbondano i contenuti video gratuiti- spiega ancora l'analista- riteniamo che le entrate della pay tv rallenteranno fino alla fine della crisi». Oltre al rallentamento nella crescita degli abbonati anche la forte spesa per i contenuti rappresenta una vulnerabilità. Nel 2019 la spesa è stata di 15 miliardi e per il 2020 sono previsti ben 18 miliardi di dollari di investimento.

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