Netflix perde abbonati. E in Borsa è il crollo: -40%

Pesano la Russia e il caso password. Il gruppo ora studia un'offerta scontata con pubblicità

Netflix perde abbonati. E in Borsa è il crollo: -40%

L'insegna luminosa «FAANG», quella che racchiude le regine del Nasdaq, ha ormai la N fulminata. A Wall Street si è spenta una stella: Netflix ha preso ieri una sberla del 40%, costata quasi 60 miliardi di dollari di capitalizzazione. È un'altra tacca del disonore che rende ancora più nero un annus horribilis in cui le azioni, sistematicamente maltrattate dagli investitori, hanno perso circa l'80% del proprio valore. Il fuggi-fuggi generale dal titolo è stato provocato dall'ultima trimestrale, la prima in dieci anni in cui il gruppo Usa di distribuzione di film e serie online ha accusato il colpo di abbonati in discesa. Fra gennaio e marzo, duecentomila in meno. Colpa anche del taglio netto dei rapporti con la Russia che ha portato alla sospensione delle trasmissioni e all'annullamento di 700mila account paganti. Ma la parabola discendente rischia di trasformarsi in picchiata nel secondo trimestre, periodo in cui i vertici della multinazionale di Los Gatos mettono in conto la perdita di due milioni di utenti.

Netflix sente di avere almeno un paio di problemi da risolvere con urgenza. Il primo è legato al fenomeno delle «password sharing», cioè la pratica di condividere le chiavi di accesso al servizio. È un fenomeno diffuso su scala globale (100 milioni le famiglie con password condivise) su cui Netflix aveva finora chiuso un occhio, essendo l'unico modo per gli abbonati di connettersi alla piattaforma quando erano lontani da casa. Ora, con la concorrenza crescente (come Disney, Apple TV+ o Warner Bros Discovery) che soffia come un vento contrario sui ricavi, si prepara il giro di vite: è in arrivo un addebito extra agli account che condividono le password fuori dalle mura domestiche. Il secondo problema riguarda come raddrizzare il fatturato. Un'idea in cantiere è quella di offrire abbonamenti a costi inferiori che includerebbero però inserzioni pubblicitarie. Sarebbe un altro cambio radicale della filosofia Netflix.

Elon Musk è però convinto che la multinazionale abbia un solo problema: «È inguardabile», ha twittato il guru di Tesla, a causa del «woke mind virus», ovvero il virus dello stare attenti e all'erta sulle ingiustizie sociali e razziali. Anche il politicamente corretto può spegnere una stella a Wall Street.

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