La nuova Atlantia uscirà da Alitalia

Gli azionisti hanno detto sì alla fusione per incorporazione di Gemina con Atlantia: il maxi-polo italiano dei trasporti è una realtà. L'operazione integrerà, infatti, la società degli Aeroporti di Roma, Adr, controllata da Gemina e Autostrade per l'Italia, il concessionario numero uno che fa capo ad Atlantia, in un nuovo gruppo di cui Sintonia, holding della famiglia Benetton, avrà il 40% circa. Il via libera è arrivato a larghissima maggioranza, l'82,94% del capitale presente.
«Siamo positivi ed entusiasti dell'opportunità di unire queste due grandi aziende», ha detto l'ad di Atlantia, Giovanni Castellucci. «Con questa operazione combiniamo due concessioni di lunga durata migliorando i profili di rischio: nasce un campione nazionale di scala globale», ha aggiunto, sottolineando che si tratta di «una grande opportunità, con condizioni giuridiche fair (il concambio prevede un'azione Atlantia per nove di Gemina-ndr) e sinergie concrete su finanziamenti ed esecuzione degli investimenti». La fusione dovrebbe essere operativa entro l'estate: per concludere l'operazione, infatti, manca ormai solo il via libera dell'Antitrust.
Non ci saranno esuberi di personale, «solo alcune razionalizzazioni», ma un cambiamento importante: la nuova Atlantia si prepara a cedere la sua partecipazione nel capitale Alitalia (8,85%) in quanto «incompatibile» con il controllo di Adr. Nella compagnia aerea «il nostro ruolo è solo temporaneo, per permettere di traghettare Alitalia in mani sicure, che diano una prospettiva di lungo termine. Peraltro - ha concluso Castellucci - in molte gare all'estero si richiede di non essere azionisti di compagnie aeree». Invece «parteciperemo con grande interesse- ha concluso Castellucci - a privatizzazioni di aeroporti dove siamo già presenti», come Autostrade per l'Italia, in Brasile e in Cile.

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