Il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani (in foto), invita a riportare il dibattito sulla spesa sanitaria "in una dinamica sana ed equilibrata", respingendo le polemiche degli ultimi giorni. "Non c'è una spesa farmaceutica fuori controllo", ha affermato incontrando la stampa ieri a Roma, spiegando che "la spesa cresce laddove c'è innovazione". Un incremento legato a fattori strutturali - invecchiamento della popolazione e aumento delle comorbidità - ma anche compensata da risparmi sul territorio. Il nodo, secondo Cattani, è la prospettiva. "Noi stiamo parlando del 15,3% degli investimenti in salute rispetto al finanziamento del Fondo sanitario nazionale, perdendo di vista l'85% che va alle Regioni per coprire tutti gli altri oneri. E lì quanta qualità ed efficacia c'è? Nessuno lo sa", si è interrogato.
Il presidente ha poi messo in evidenza le difficoltà del contesto internazionale, tra tensioni commerciali e nuove regole come il Most Favoured Nation (Mfn) statunitense. "Sta cambiando completamente le logiche e i paradigmi dell'industria farmaceutica ma anche la localizzazione degli investimenti in ricerca e sviluppo", ha spiegato. Da qui la richiesta di riforme per rendere l'Italia più attrattiva. "I tetti alla spesa sono uno strumento anacronistico, rigido e privo di flessibilità e se a questo si aggiunge anche il payback, le imprese possono avere difficoltà nel valutare attrattivo il Paese".
Sul fronte economico, i numeri confermano la vitalità del comparto. L'occupazione ha registrato anche nel 2025 un +1,5%, arrivando a 72mila addetti", con export a 69,5 miliardi (+28,5%) e una produzione industriale attesa in ulteriore crescita.
Dal 2019 al 2025 l'occupazione complessiva è salita del 10%, con un forte contributo femminile (45% degli addetti) e degli under-35 (+25%), segnale di ricambio generazionale.Resta però la preoccupazione per la competitività globale. "Stati Uniti e Cina stanno andando a una velocità molto forte, dobbiamo evolvere la nostra strategia", ha concluso Cattani.