C'è ancora una settimana per aderire all'offerta di Mps e per un possibile rilancio, ma il "nocciolo duro" degli azionisti di Piazzetta Cuccia si è ormai sgretolato, rappresentando ora solo il 6,91% del capitale. Gli ultimi movimenti questa settimana: Ferrero è uscito, il 26 agosto Sereco ha venduto l'intera partecipazione dello 0,41%; il 26 e il 28 agosto invece hanno venduto azioni i Lucchini riducendo la quota allo 0,37 percento. C'è poi chi fino all'ultimo prima vende e poi riacquista usando derivati, è Beniamino Gavio (Aurelia).
L'occasione è ghiotta, con un valore di 14,7 miliardi si tratta infatti della più grande operazione di M&A in Italia degli ultimi sei mesi. La seconda sarebbe stata l'offerta di Mediobanca stessa da 6,2 miliardi per Banca Generali, seguita dall'offerta pubblica di scambio da 4,8 miliardi da parte di Bper Banca per Popolare di Sondrio.
Tornando ai movimenti intorno al patto di Medibanca, un aggiornamento del 23 agosto dava conto dell'addio di Marcello Gavio e della discesa dallo 0,62% allo 0,14% di Beniamino Gavio e Aurelia. È pur vero che si tratta solo di un accordo di consultazione ma a febbraio, con una quota rafforzata all'11,87%, aveva bocciato l'offerta di Mps, definendola inadeguata e allineandosi alla posizione già espressa dal cda guidato da Alberto Nagael.
Intanto le adesioni all'Ops di Montepaschi sono salite al 28,7%, sempre più vicine alla soglia minima di successo fissata dall'ad Luigi Lovaglio al 35%. Un rilancio potrebbe dare una spinta alla decisione di fondi e istituzionali: l'Ops termina lunedì 8 settembre. Il mercato scommette su una convocazione del cda di Rocca Salimbeni.