Pensioni 2021, ultima chiamata per Quota 100: tutti i casi

Ancora incertezza per ciò che riguarda il prossimo anno: nulla è stato ancora deciso o discusso

Conto alla rovescia per Quota 100: nel 2021 sarà possibile andare in pensione secondo le linee tracciate dalla Lega e a cui il governo giallorosso ha voluto metter mano a partire dall'anno prossimo. Si parla già di formule sostitutive appena abbozzate, come una fantomatica Quota 102 o di complessi sistemi con penalizzazioni, ma l'unica cosa certa è che si tenterà di scongiurare il rischio dello "scalone" di 5 anni per milioni di contribuenti.

Il primo gruppo che fa parte dello scaglione previsto per il 2021 sono i nati nel 1954: coloro che raggiungeranno, quindi, i 67 anni nell'anno in corso potranno uscire con la pensione di vecchiaia. Età a parte saranno necessari almeno 20 anni di contributi.

Tramite la pensione anticipata introdotta dalla riforma della Fornero potranno arrivare al pensionamento gli uomini nati nel 1960/1961 e le donne nate nel 1961/1962. Questo, comunque, nel caso in cui tale categoria di lavoratori abbia iniziato ad accumulare contributi dai 18 anni di età o anche in precedenza. In queste circostanze, infatti, non è l'età anagrafica a determinare la possibilità di uscire dal mondo del lavoro bensì i 42/41 anni e 10 mesi di contributi versati.

Per quanto riguarda i nati tra gli anni 1958-1962 vi sono altre vie più flessibili da percorrere per il pensionamento. Raggiungendo i 63 anni, i nati nel 1958 potranno arrivare alla soglia di accesso prevista per l'Ape social, che ha ricevuto la proroga per altri 12 mesi. Oltre l'età, tuttavia, dovranno essere certificate le condizioni di difficoltà previste, ovvero la disoccupazione, l'assistenza a familiari disabili, il raggiungimento della soglia del 74% di invalidità o lo svolgimento di lavori usuranti con 36 anni di contributi versati.

Gli ultimi a poter usufruire della versione "piena" della Quota 100 saranno i nati nel 1959, ovvero i 62enni con almeno 38 anni di contributi. I nati nel 1959/1960 potranno richiedere la pensione in anticipo se svolgono lavori notturni o usuranti col raggiungimento dei 61 anni e 7 mesi di età.

Anche Opzione donna ha avuto una proroga di ulteriori 12 mesi. Ciò significa che le nate nel 1961/1962 potranno pensionarsi a 59 anni (lavoratrici autonome) o a 58 anni (lavoratrici dipendenti), anche se l'assegno sarà in entrambe le circostanze calcolato in toto col sistema contributivo, meno favorevole di quello retributivo.

Con 41 anni di contributi più uno di lavoro in età minorile potranno avere la possibilità di arrivare al pensionamento i nati tra 1963/1964/1965 che rientrano in una delle categorie di disagio previste (disoccupazione, assistenza a familiari disabili, raggiungimento della soglia del 74% di invalidità o svolgimento di lavori usuranti).

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