Ecco come andare in pensione prima della grande "trappola"

Le trattative sono state avviate in questi giorni, e dovrebbero concludersi con un decreto da approvare entro l'estate 2021

Lo smantellamento di "Quota 100" dovrebbe prevedere un disegno di legge delega che, almeno nelle intenzioni del governo giallorosso, sarebbe da approvare entro e non oltre la prossima estate.

Le trattative, che non si preannunciano facili, tra i rappresentanti dei sindacati ed il ministro del lavoro Nunzia Catalfo dovrebbero entrare nel vivo dal prossimo mercoledì 14 ottobre. La riforma della precedente maggioranza gialloverde prevedeva comunque una fase sperimentale della durata di 3 anni complessivi, compreso il prossimo: ciò significa che fino al 31 dicembre 2021 si potrà ancora andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi. Dal 1 gennaio 2022 si ritornerà bruscamente ai 67 anni, a meno che non intervengano ulteriori modifiche: nel frattempo si studierà come procedere.

L'ipotesi che pare al momento più probabile è la realizzazione di un nuovo calcolo contributivo per le pensioni anticipate, facendo sempre riferimento a 38 anni di contributi. L'età probabile per la riforma potrebbe essere quella dei 64 anni, con la previsione comunque del calcolo di un "malus" sul totale dell'assegno mensile da applicare per ciascun anno di anticipo rispetto ai 67 della norma generale.

L'esperto della "Fondazione studi consulenti del lavoro" Antonello Orlando ha fatto luce sulla situazione degli anticipi ancora validi a livello pensionistico. "Il più forte degli anticipi è quello dell'Opzione Donna", spiega su Repubblica, vale a dire relativo alle donne con 35 anni di contributi e almeno 58 di eta, limite che sale fino a 59 "nel caso di donne con contribuzione nelle gestioni dei lavoratori autonomi (artigiane e commercianti)". Tali requisiti, tuttavia, come ricordato da Orlando, devono essere maturati entro e non oltre il 31 dicembre del 2019. Anche nel caso di questo anticipo sono previsti dei tagli sull'assegno, che possono arrivare anche fino al 40%-50%, dato che la pensione viene valutata esclusivamente col metodo contributivo.

Altro anticipo resta ancora l'Ape Sociale. Sono tre i requisiti necessari per effettuare richiesta all'Inps, ovvero un'età di almeno 63 anni, 30-36 anni di contributi e particolari condizioni dell'interessato riconoscibili a termini di legge (per citarne alcune, ad esempio disoccupazione o invalidità civile dal 74% in su). Tale indennità può comunque essere erogata solo fino al raggiungimento dell'età prevista per la pensione di anzianità (che rimane per ora quella dei 67 anni) ed ha un massimale di 1500 euro per 12 mensilità.

Il pensionamento anticipato previsto da Quota 100 resta ancora attivo, ma Conte ha già puntato i piedi dichiarandone l'improrogabilità. Dopo il 2021 scatterà la nuova riforma che il governo sta ancora studiano. Ma l'impressione è che si tratti di una trappola per lasciare ancora spazio alla Fornero...

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