Economia

Perché il gas ha toccato quota 315 euro per Megawattora? I piani del governo

Il prezzo del gas, negoziato ad Amsterdam, è oggetto di speculazioni che fanno male all’economia e rendono volatile un mercato già fragile. E il governo si prepara al peggio

Il gas tocca quota 315 euro e il governo abbassa i consumi: ecco cosa succede

Durante le prime ore del 25 agosto il prezzo del gas ha toccato i 315 euro per Megawattora per poi scendere a quota 310 euro. Ieri il prezzo massimo è stato di 302,99 euro. L’isteria che alimenta il mercato di Amsterdam è ormai fuori controllo.

Per capire quali sono i motivi scatenanti occorre comprendere quali sono le regole che animano gli scambi su un mercato che si sta dimostrando sempre più volatile e che ha ricadute anche sui prezzi dell’energia elettrica e su quelli di diverse materie prime, tra le quali i fertilizzanti che ribaltano sulla filiera agro-alimentare i rincari.

La posizione del governo italiano

Per fare ordine è necessario partire dalla fine, ovvero da ciò che sta accadendo proprio in queste ore. Il governo italiano si sta preparando allo scenario peggiore anche se è convinto che non sarà necessario attuare le misure più austere. Tra queste, oltre a limitare di un’ora l’accensione dei riscaldamenti e limitare le temperature interne a 19°, figura un pacchetto di norme per il risparmio che, il Ministero della Transizione Ecologica, sta approntando al fine di essere applicate ancora prima che arrivino i mesi più rigidi dal punto di vista climatico. Questo è indice dell’impredicibilità che anima ogni singolo giorno: il premier Mario Draghi era convinto che sarebbe stato compito del prossimo esecutivo mentre il dossier sta arrivando sulla sua scrivania. Ciò che sembrava importante, ma non urgente, pochi giorni fa è diventato urgente oggi.

Questo perché la Russia fornisce meno metano di quanto il mercato ne richiede e, nel caso in cui Mosca chiudesse del tutto i flussi, all’Italia verrebbero meno il 20% delle forniture necessarie. Cifre attuali, perché dei 200 milioni di metri cubi entrati ieri in Italia, 42 milioni sono stati forniti da Gazprom.

Il taglio volontario e la questione solidale

Il piano europeo Save gas for a safe winter prevede un taglio dei consumi di gas del 7% fino alla primavera del 2023, una riduzione che per l’Italia si traduce in 3,9 miliardi di metri cubi in meno e che non può essere raggiunta soltanto agendo sul riscaldamento degli immobili. La solidarietà tra Stati Ue, inoltre, prevede che i Paesi che hanno più risorse energetiche aiutano quelli che si trovano in maggiore difficoltà. In altre parole, in virtù di questo accordo, la Germania attende che l’Italia le convogli parte del proprio gas.

Ci sono soltanto piani aleatori di non comprovata efficacia che stanno allarmando imprese e confederazioni industriali, alle prese con bollette insostenibili che ne mettono a rischio la continuità operativa se non persino la sopravvivenza. E questo tutto ciò ci porta ad Amsterdam, laddove le speculazioni nel contrattare il prezzo del gas si stanno ritorcendo contro tutta l’Europa.

Amsterdam e i prezzi del gas

Il 19 agosto Gazprom ha annunciato che Nord Stream, gasdotto russo per la fornitura di gas all’Europa, sarà chiuso per manutenzione dal 31 agosto al 2 settembre e il mercato ha perso del tutto i nervi, facendo partire aumenti in sequenza che non sono giustificati né dalla situazione in sé e neppure dalla questione russo-ucraina che sta movimentando il mercato al di là di limiti ragionevoli, così come non sono giustificati neppure dall’inflazione. I prezzi fuori controllo del gas hanno una storia che affonda le proprie radici altrove e, tra queste, il Title transfer facility (Ttf) di Amsterdam, ossia il mercato energetico dell’Ue, insieme alle politiche perfettibili con cui l’Ue ha spinto per le liberalizzazioni che hanno portato alla nascita di diverse aree di scambio, nelle quali aziende e investitori trattano contratti per le forniture di gas con cadenza mensile (i cosiddetti future). Uno dei motivi per cui non si giunge a un accordo sull’ipotesi di porre un tetto al prezzo del gas è proprio la volontà dell’Ue di non cedere sulle liberalizzazioni. Il cane che si morde la coda nel momento meno opportuno, perché l’uso dei future rende l’acquisto del gas una questione prettamente finanziaria: per dirla tutta il Ttf non è più un mercato del gas ma un vero e proprio mercato finanziario.

Rainews ha raccolto le dichiarazioni di Patrick Heather dell’Oxford Institute for Energy Studies, secondo il quale, vi sono diverse cause all’origine dell’esplosione dei prezzi del gas: le strategie di stoccaggio perfettibili, l’esaurimento del giacimento di Groningen (Olanda) e la situazione russo-ucraina ma nessuna di queste può essere all’origine della situazione odierna. Secondo Heather metodi usati dai trader nel 2021 per speculare sui prezzi del gas, sono stati la molla che ha dato il via alla corsa dei prezzi. Così fosse ci troveremmo tutti al centro di speculazioni che affossano una situazione già grave e che ha ripercussioni su tutta l’Europa.

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