"Con il piano infrastrutture 19 milioni di nuovi posti"

Biden: "In due mesi creata occupazione come mai accaduto prima". E Wall Street è al suo massimo

"Con il piano infrastrutture 19 milioni di nuovi posti"

Ce n'est qu'un début, e solo i prossimi mesi diranno se la rivoluzione silenziosa di Joe Biden sarà riuscita a ridare un volto nuovo all'America e riassorbire le lacerazioni lasciate dall'uscita di scena rumorosa di Donald Trump. In appena 70 giorni, quanti ne sono trascorsi dall'insediamento alla Casa Bianca del leader democratico, lo iato rispetto alla vecchia amministrazione è però già marcato: sotto il profilo della comunicazione, meno propagandistica e sguaiata (al netto dello scivolone con Putin), e nel perseguimento degli obiettivi. Biden vuole sfruttare il cambio di passo garantito dalla fine della pandemia per rimodellare il Paese nei suoi gangli vitali e accorciare le disuguaglianze sociali accentuatesi a partire dalla crisi dei mutui subprime. La scommessa è doppia. Ed è ad alto rischio.

Gli investimenti infrastrutturali che sono il cuore pulsante dell'American Jobs Plan da 2.250 miliardi di dollari servono a modernizzare il territorio e impedire un'ulteriore perdita di competitività della nazione. Non sarà facile, comunque. Spalmato su otto anni, il piano vale 280 miliardi l'anno contro i circa 556 miliardi messi sul piatto dalla Cina con identico obiettivo. Lo svantaggio resta, e rischia di crescere stante i gelidi rapporti con Pechino, scanditi dal mantenimento dei dazi e delle restrizioni contro imprese tecnologiche come Huawei, nonché dalle prese di posizione di Washington sui diritti umani.

Le complicate relazioni internazionali fanno il paio con il prevedibile - e duplice - fuoco di sbarramento che incontreranno stimoli economici finanziati soprattutto con l'inasprimento dell'aliquota sulle società (dal 21 al 28%). Dai repubblicani, che peraltro avevano a suo tempo bocciato un disegno di legge di The Donald da 1.000 miliardi molto più tradizionale nel suo impianto, è già arrivato il verdetto: non sosterranno un altro Green New Deal mascherato da piano infrastrutturale. Poi, c'è l'altro fronte. Le aziende sono sul piede di guerra. Non è piaciuto l'attacco frontale di Biden ai big dell'industria Usa e in particolare contro Amazon, accusata di non pagare abbastanza tasse federali. La National Association of Manufacturers non esclude contraccolpi sull'occupazione. La Casa Bianca è di tutt'altro parere: «Se il nostro piano delle infrastrutture avrà il via libera, creeremo 19 milioni di posti di lavoro», ha detto ieri Biden. Ma questa contrapposizione rischia di radicalizzare le perplessità di alcuni democratici moderati, ostacolando ulteriormente il varo del pacchetto e il percorso dell'American Family Plan, che dovrebbe essere presentato entro aprile e alzare il conto finale dello sforzo finanziario a 3-4mila miliardi. Una qualche forma di compromesso andrà dunque trovata.

E su ciò confida probabilmente Wall Street, reduce dallo sfondamento per la prima volta del muro dei 4mila punti da parte dell'S&P 500. I timori di inflazione montante sembrano rientrati. Anche se in marzo sono stati creati 916mila nuovi posti di lavoro, il livello più alto da agosto 2020, e il tasso di disoccupazione è sceso al 6%, i salari sono lievemente calati. «Nei primi due mesi della nostra amministrazione sono stati creati più posti di lavoro di sempre», ha ricordato Biden. Eppure, ancora non basta: rispetto a un anno fa, ci sono ancora cinque milioni di persone in più a spasso.

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