Pioggia di dividendi in Borsa

Pioggia di dividendi in Borsa

Arriva l'onda lunga dei dividendi a Piazza Affari. Oggi ben 22 società componenti dell'indice Ftse-Mib staccheranno la cedola (il pagamento invece è in calendario per giovedì). Gli aficionados dei borsini e coloro che consultano i dati in tempo reale su Internet non dovranno preoccuparsi per il calo che si registrerà in avvio. Si tratta di un fenomeno fisiologico legato alla «sottrazione» dal prezzo di chiusura di venerdì dell'importo da distribuire. Secondo i calcoli dell'ufficio studi del Sole 24 Ore, l'impatto negativo dovrebbe attestarsi all'1,6 per cento.
Il dato più evidente che emerge dalla tabella a fianco è la prevalenza di rendimenti (calcolati sulle chiusure di venerdì) pari o inferiori al 2 per cento. Si tratta del combinato disposto di due fattori. Il primo è rappresentato dalla crisi economica che ha costretto molte società a rivedere la politica di remunerazione degli azionisti. A partire dalle banche, che hanno sofferto l'effetto-svalutazioni dei crediti deteriorati. Bankitalia ha imposto agli istituti in perdita di non distribuire la cedola e a quelli in attivo di limitare il monte dividendi al 50% degli utili. Nonostante tutto, Intesa ha confermato il dividendo 2012 per le ordinarie e aumentato un po' quello delle risparmio. Unicredit invece è tornata a far felici i propri soci con 9 centesimi.
La seconda causa di contrazione dei rendimenti è legata al rally borsistico. Da metà marzo, quando si è svolta la gran parte dei cda di bilancio con relativa deliberazione delle cedole, l'indice Ftse Mib ha guadagnato poco più del 10%. L'aumento dei prezzi - come per le obbligazioni - fa diminuire il dividend yield. Restano, comunque, di tutto rispetto i «premi» distribuiti da Snam (6,56%), Eni (5,69%), Pirelli risparmio (5,69%) e Atlantia (5,39%). In particolare, sia il gruppo petrolifero guidato dall'ad Paolo Scaroni che Snam distribuiscono il saldo del dividendo 2012. A novembre, infatti, avevano pagato un acconto rispettivamente di 0,54 euro e di 0,1 euro. Sopra il 3% si collocano comunque Mediolanum e Azimut. Sempre per restare in tema di energia è interessante notare come le vicissitudini borsistiche di Saipem abbiano invertito il trend abituale: è il dividendo delle ordinarie (3,11%), infatti, a rendere più di quello delle risparmio (2,63%) nonostante la cedola sia più elevata per la seconda categoria.
Infine, non si può non ricordare come il settore fashion continui a dare soddisfazioni in virtù dell'esposizione ai mercati emergenti che consentono di far aumentare sia i ricavi che i profitti. Luxottica distribuisce 58 centesimi, con un incremento annuo del 18,4% (+163% sul 2008 dopo 4 anni consecutivi di crescita). Bene anche Ferragamo (+17,8% a 33 cents) e Tod's (+8% a 2,71 euro).

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