Quell'autogol col «Sole»

No, non è proprio un bell'affare. Intendo i problemi economici e patrimoniali che investono il Gruppo 24 Ore. Che ha nel buco del quotidiano di Confindustria l'aspetto più eclatante e simbolico al tempo stesso. Parliamo del quotidiano che viene letto da imprenditori e professionisti. Come terminale di confronto e apprendimento dei temi più delicati e controversi in materia economicofinanziaria. Un po' come avviene con la Gazzetta per gli appassionati di sport. Ma lasciamo i gol e concentriamoci sugli autogol. A quanto si apprende, negli anni è venuto vertiginosamente a dilapidarsi il patrimonio del gruppo. Com'è possibile che si sia arrivati a questo punto visto che l'azionista è la Confindustria e quindi la sigla che raggruppa e rappresenta le imprese italiane, soprattutto le più grandi? La quotazione in Borsa, avvenuta nel dicembre 2007, è stata un errore. Ha determinato un pretesto per ben figurare agli occhi e al portafoglio degli investitori. Con la conseguenza, operata dal management, di deviare le strategie in territori dove non vi erano le competenze adeguate. Drenando così energie e risorse al core business. Con risultati pessimi, anche sul listino: il titolo quotato a euro 5,75 ora è a 0,2. Cosa deplorevole per una saggia visione imprenditoriale.

I piani industriali succedutisi hanno fatto acqua da tutte le parti. Coinvolgendo istituti bancari amici a sostenere mosse un po' troppo allegre. Giocando con la realtà a proprio rischio e pericolo. Indubbiamente si tratta di una vicenda che fa male. E che si fatica a comprendere in quanto parliamo di imprenditori di indubbia qualità, intelligenza e vanto della nostra industria. Vediamo adesso quali piani di risanamento Confindustria adotterà e con una certa urgenza per provare a invertire il drammatico corso. Professionisti e addetti ai lavori attendono segnali confortanti. Non si può fare a meno del Sole.

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