I pensionati di Quota 100 nel mirino del Fisco

I pensionati Quota 100 dovranno dichiarare i propri redditi cumulabili e incumulabili attraverso il modulo Ap139 presente sul sito dell'Inps

I pensionati Quota 100 dovranno dichiarare i propri redditi cumulabili e incumulabili attraverso un apposito modulo, disponibile da ieri sul sito dell'Inps.

Si tratta del cosiddetto modulo Ap139, e serve per dichiarare tutti i redditi di lavoro dipendente e autonomo, tra cui quelli occasionali che superino la soglia dei 5 mila euro, sia percepiti che in previsione di essere percepiti. Come aggiunge il quotidiano Italia Oggi, nella dichiarazione dovranno trovare spazio anche quei redditi esclusi dal divieto di cumulo (sia nel caso in cui siano già stati ricevuti, sia nel caso in cui debbano ancora essere percepiti) e quelli concepiti prima di Quota 100. In altre parole, si tratta di una dichiarazione dei redditi cumulabili e incumulabili in relazione alla pensione Quota 100. Tale dichiarazione dovrà essere trasmessa mediante il servizio "Domanda di ricostituzione pensione". Le strade sono due: o si sceglie di fare tutto in autonomia, sul sito dell'Inps, o delegando il compito a un patronato.

Per chi scatta l'obbligo

Ma su chi ricade l'obbligo? Sui soggetti che hanno usufruito di Quota 100, opportunità introdotta quest'anno per il triennio 2019-2021, per accedere alla pensione anticipata, ovvero con un'età anagrafica non inferiore ai 62 anni e almeno 38 anni di contributi lavorativi. I cittadini che hanno scelto la strada sopra citata devono però sapere che la pensione così ottenuta è soggetta al cosiddetto divieto di cumulo con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, a eccezione di quelli derivanti dal lavoro autonomo occasionale nei limiti di 5 mila euro lordi all'anno. Il divieto parte dal primo giorno di decorrenza della pensione al raggiungimento dei 67 anni, cioè l'età per la pensione di vecchiaia.

Per sintetizzare il tutto, i pensionati hanno l'obbligo di dichiarare le entrate incumulabili in quattro casistiche. Primo: quando il pensionato ha percepito o prevede di percepire redditi derivanti dal lavoro autonomo o dipendente incumulabili con la pensione Quota 100. Secondo: quando si tratta di redditi da lavoro autonomo occasionale superiori ai 5 mila euro lordi annui. Terzo: da lavoro previsti espressamente come "non influenti ai fini del divieto di cumulo". Quarto: da quelle attività svolte prima della decorrenza della pensione con Quota 100.

Capitolo redditi. Sono considerati "redditi da lavoro autonomo" tutti quelli che possono essere ricollegati a un'attività lavorativa effettuata senza alcun vincolo di subordinazione. I lavoratori autonomi occasionali che sforano il tetto dei 5 mila euro lordi annui dovranno dichiarare quanto percepito seguendo le medesime modalità del reddito autonomo. Ci sono poi quei soggetti che hanno percepito la pensione Quota 100 solo per una parte dell'anno; in tal caso è necessario presentare la dichiarazione specificando quanto percepito e in quale periodo. Senza dichiarazione l'Inps imputerà il reddito da lavoro risultante dalle dichiarazioni fiscali all'intero anno.

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Commenti
Ritratto di Unicum68

Unicum68

Sab, 23/11/2019 - 10:40

Come diceva ROKKO in un altroblog, e che condivido pienamente, è una questione matematica perchè uno che va in pensione con l’80% del reddito dell’ultimo periodo di lavoro, a 67 anni e con 43 anni di contributi, si è pagato la pensione per circa 20 anni. Bisogna far capire che io verso al mese il 9,19% del mio lordo e l'azienda semplificando aggiunge il doppio! Quindi facciamo circa il 30%! Come facciamo a fare capire che un anno di versamenti non potrà mai contare per un anno di pensione? In questo contesto serviva per far collassare solo la bella quota 100 con la quale, dove io lavoro sono andati in pensione a 64 anni due con versamenti per 36 anni!