Il ricatto di Deutsche Bank: "Con il no al referendum in italia arriverà la Troika"

Deutsche Bank avverte gli italiani: "Senza riforme, uscite dall'euro". Poi ventila l'arrivo del Fmi

Il ricatto di Deutsche Bank: "Con il no al referendum in italia arriverà la Troika"

"Senza riforme starebbe meglio fuori dall'euro". Nonostante Deutsche Bank non versi in buone condizioni, si alza sul pulpito e sferra l'ennesimo attacco agli italiani. Un'ingerenza senza precedenti a meno di un mese dal referendum sulle riforme costituzionali. L'istituto di Francoforte fa il tifo per Matteo Renzi e pronostica un irrealistico cataclisma nel caso in cui il 4 dicembre dovesse vincere il fronte del No. "Se l'Italia dovrà fare i conti con ulteriori difficoltà - tuona David Folkerts-Landau, il capo economista di Deutsche Bank - ci sarà bisogno dell'intervento del Fondo Monetario Internazionale".

Non passa giorno che l'Unione europea o chi per essa non entri a gamba tesa negli affari degli italiani. Tutti i burocrati di Bruxelles e i poteri forti della finanza sono al fianco di Renzi. Non importa, poi, se le riforme costituzionali sono un pasticcio. Più si avvicina la data del referendum, più aumenta il pressing sugli italiani affinché vadano a votare in massa Sì. "Senza riforme starebbe meglio fuori dall'euro" è la minaccia lanciata David Folkerts-Landau. In una intervista a Bloomberg, il capo economista di Deutsche Bank torna a gicarsi la carta dello spread che, proprio in questi giorni, è risalito arrivando a toccare i 180 punti base. Un andamento, quello del differenziale tra bund tedeschi e il Btp a dieci anni, che sarebbe - a suo dire - legato alle riforme e quindi al referendum. In realtà è il ritorno di quel ricatto finanziario che nel 2011 ha portato Silvio Berlusconi a lasciare Palazzo Chigi e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a nominare premier Mario Monti.

"Il mio timore è che più ci si avvicina alla data del referendum, e più l'effetto dell'elezione di Trump si fa sentire, più gli investitori esteri usciranno dall'Italia sino a far esplodere lo spread", spiega Folkerts-Landau lasciando intendere (neanche troppo velatamente) che l'esito del referendum avrà un impatto sui mercati. "Questo scenario di instabilità prefigurerebbe un grave impatto sui settori bancari italiano ed europeo", argomenta il capo economista di Deutsche Bank secondo cui "l'Italia rappresenta quindi l'epicentro da cui rischia di giungere ulteriore instabilità in Europa. Senza riforme l'Italia sconterebbe uno stato di crisi continua". E sentenzia: "Senza riforme, sarebbe meglio fuori dall'euro".

"L'Italia ha un debito pari al 130% del Pil e continua ad accumularne altro", aggiunge il capo economista del primo istituto bancario tedesc ventilando un intervento esterno da parte del Fondo Monetario Internazionale. Si riaffaccia così lo spettro della Troika, come già avvenuto in Grecia. "L'opera di riordino - conclude - dovrà essere compiuta dall'esterno o in caso contrario rischia di non essere mai intrapresa".

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