Ecco chi rischia davvero la botta bancomat

Dalla chiusura di numerosi sportelli Atm al costo per ogni prelievo deciso dall'Istituto bancario proprietario dello sportello bancomat: ecco cosa sta cambiando e chi verrà penalizzato

Ecco chi rischia davvero la botta bancomat

Il mondo bancario è a due passi da una piccola, grande, rivoluzione che riguarderà soprattutto gli sportelli bancomat: se da un lato si va verso un costo di commissione su tutti i prelievi deciso dall'Istituto proprietario dell'Atm, dall'altro si va verso la graduale chiusura di questi sportelli e addio prelievo, quasi una contraddizione in termini.

"Rivoluzione" Bancomat

Recentemente ci siamo occupati (qui il nostro articolo) del gruppo bancario olandese Ing (Conto Arancio) che dal 1° luglio chiuderà Atm e casse automatiche: questa è stata la comunicazione che hanno ricevuto i suoi clienti, ben 1,3 milioni di persone solo in Italia. La chiusura riguarderà 63 casse automatiche sparse sul territorio nazionale e la contestuale riduzione delle filiali da 30 a 23. Anche in Europa, però, i segnali indicano una riduzione degli sportelli: è notizia recente che Deutsche Bank chiuderà quest'anno 150 filiali e consentirà ai dipendenti di lavorare da casa fino a tre giorni alla settimana una volta riaperti gli uffici. Il colosso olandese Ing, tra l'altro, ha deciso di non dar importanza alle proteste degli altri istituti di credito, Fineco e Che banca di Mediobanca, riguardo il progetto di Bancomat Spa che sta venendo esaminato dall'Antitrust. Infatti, entro la fine dell’anno, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) dovrà pronunciarsi su una revisione dei costi presentata da Bancomat Spa, appoggiata dalle grandi banche e “contestata” da quelle piccole.

Chi viene penalizzato

Insomma, due cose negative in contemporanea per gli sportelli bancomat: da un lato la chiusura, dall'altro il costo di commissione deciso da ogni singolo Istituto bancario. Come riporta WallstreetItalia e sintetizzato dalla stessa Antitrust, “tra le novità più importanti si registrano l’abolizione della commissione interbancaria e il pagamento della commissione applicata al prelievo (al consumatore) direttamente all’istituto di credito dove è collocato l’Atm”: come è ovvio, le conseguenze ricadrebbero sia sulle banche sia ai consumatori. Attualmente, i prelievi bancomat costano 0,49 centesimi: a ricevere tale somma è la banca proprietaria dell’Atm e pagarla è la banca che ha emesso la carta. Quest’ultima, a sua discrezione, può applicare una sua tariffa al consumatore per rientrare dai costi sostenuti. Oggi, sono tante le banche online che decidono di sobbarcarsi i costi dei prelievi per garantire un servizio più allettante per i clienti: se la revisione venisse approvata dall’Agcm, sarebbe la banca proprietaria del Bancomat, al contrario, a decidere quanto far pagare il prelievo, con logiche presumibilmente favorevoli alle sue strategie commerciali.

Oltre al danno la beffa

È facile immaginare che le tariffe sarebbero più vantaggiose per i clienti della banca presso la quale si sta prelevando e, di conseguenza, per i clienti di piccole banche poco presenti sul territorio, i prelievi potrebbero diventare più costosi. Impossibile, ad oggi, stabilire la cifra in modo preciso dal momento che ciascuna banca proprietaria di Atm applicherebbe le sue tariffe. Ecco perché il ricorso all'Antitrust è stato effettuato soprattutto dalle piccole banche, che, con questa revisione, potrebbero perdere clientela in favore delle concorrenti più grandi e più fornite di filiali e Atm. In soldoni, l’eventuale revisione colpirebbe meno i clienti dei grandi Istituti e, contemporaneamente, potrebbe rendere assai meno convenienti le alternative online o le piccole banche a meno di non abbracciare in toto il pagamento elettronico. In più, a prescindere da questa situazione sul costo delle commissioni, molti sportelli chiudono e chiuderanno costringendo, nella maggior parte dei casi, a dover prelevare chissà dove e sostenere un costo durante il prelievo. Oltre al danno, la beffa.

Il perché di questa scelta

L'Atm come semplice distributore di contanti è un tipo di esperienza che comincia ad essere superata da modelli di relazione più articolati anche indipendenti dallo sportello. Come riporta AdnKronos, il bancomat sta diventando sempre più un punto di accesso alle funzionalità bancarie tipiche del mobile banking e dell’internet banking, garantendo la possibilità di passare da un dispositivo all’altro senza distinzione di procedure e di funzioni. Ecco perché la "plastica" delle carte fisiche servirà sempre di meno: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm e altre, già da diverso tempo, consentono prelievi di contanti senza carta sui loro Atm attraverso le app di mobile banking. Inoltre, gli sportelli hanno cominciato ad accogliere operazioni alternative al prelievo come i pagamenti di bollettini postali e Cbill, le ricariche dei cellulari e delle prepagate. Infine, gli ATM stanno cominciando a sperimentare modelli di consulenza attraverso videobanking in spazi riservati per offrire un prestito istantaneo pre-approvato, il rilascio di una carta di credito o altre funzionalità finora riservate al contatto diretto.

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