Economia

Ryanair, addio low cost: cosa c’è dietro l’aumento dei biglietti

La Ryanair aumenterà il prezzo medio dei biglietti nell'arco di cinque anni: ecco perché e quali sono i progetti della compagnia irlandese per gli aeroporti italiani

Ryanair, addio low cost: cosa c’è dietro l’aumento dei biglietti

Era nata come low cost ma non lo sarà più: la Ryanair sta progettando un aumento medio dei prezzi di tutti i suoi biglietti (tratte nazionali e oltre confine) per far fronte al caro carburante. La notizia è stata data direttamente da Andreas Gruber, responsabile delle attività tedesche della compagnia con sede a Dublino.

"Ecco quanto aumenteranno"

Ad alcuni quotidiani stranieri Gruber ha dichiarato che "Il prezzo medio di un biglietto Ryanair aumenterà probabilmente da 40 a 50 euro, da 38,6 a 48,2 dollari in cinque anni". Il motivo è presto detto: la compagnia aerea non riesce più a coprire i costi e avere sufficienti guadagni per l'aumento dei prezzi del petrolio "con contratti a termine che fissano i prezzi e acquistando paraffina a basso costo per le sue scorte, ma non può ammortizzare completamente l'aumento dei prezzi del carburante". Prossimamente, quindi, i prezzi medi potrebbero attestarsi come quelli delle compagnie di bandiere delle vari nazioni e addio all'idea del low cost, viaggiare spendendo poco. "In un periodo di recessione, più persone faranno attenzione al prezzo del biglietto", ha sottolineato Gruber, facendo intendere le difficoltà per gli stessi viaggiatori ad acquistare i biglietti.

Boom di prenotazioni

Nell'estate che ha rilanciato il turismo dopo due anni di pandemia, però, la Ryanair ha chiuso un bilancio in attivo sui livelli precedenti al Covid. Annunciati investimenti per tre miliardi di dollari per Milano Linate, Orio al Serio (Bergamo) e Malpensa anche se novità sono annunciate anche per altri scali italiani (in primis Roma). A proposito di caro carburanti, la compagnia irlandese potrà contare anche su 12 Boeing "Gamechanger" che potranno trasportare il 4% di passeggeri in più e consumeranno il 16% in meno di carburante (oltre a ridurre l'inquinamento acustico).

"In qualità di compagnia numero uno in Italia non vediamo l'ora di lavorare a stretto contatto con il Governo italiano e di far crescere il turismo del Paese", ha affermato Michael O' Leary, amministratore delegato dell'azienda. "Abbiamo un potenziale di crescita del 50% nei prossimi 5 anni - ha aggiunto all'Ansa - e possiamo fare molti profitti in Italia, ma per lavorare abbiamo bisogno di condizioni migliori e vogliamo vedere una riduzione delle tasse e un incoraggiamento alla crescita da parte degli aeroporti regionali". Un intoppo, però, potrebbe derivare proprio dalle consegne dei nuovi Boeing Gamechanger. "Ci incontreremo con Boieing in ottobre e speriamo di eliminare questi ritardi, riportando le consegne al programma previsto", ha concluso.

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