nostra inviata a Dublino
Sembra che le crisi si alternino con una regolarità quasi scientifica, prima il Covid, poi l'Ucraina, ora il conflitto con l'Iran, mentre il mercato traballa, le compagnie aeree si trovano a cercare l'equilibrio in situazioni sempre più complesse. "C'è una crisi ogni quattro anni, ormai lo sappiamo e per questo facciamo hedge", esordisce Michael O'Leary, il numero uno di Ryanair. Nonostante il colosso low-cost abbia blindato l'80% del carburante a 67 dollari al barile fino a marzo 2027, l'instabilità in Medioriente pesa come un macigno sulla quota non coperta, che ad aprile è costata 50 milioni di dollari in più. Se il petrolio dovesse restare a 150 dollari, il conto salirebbe a 600 milioni entro marzo 2027. Nonostante questi dati, dal suo punto di vista i Paesi europei, escluso Uk, non avranno problemi per i voli di maggio e probabilmente neanche per quelli di giugno. Questo perché "si riforniscono di carburante da Norvegia, Stati Uniti, Africa occidentale e, dalla Russia, anche se non si può dire". "In questo scenario di prezzi elevati però - continua - in autunno due o tre compagnie potrebbero fallire, come Wizz Air e Air Baltic e questo avrebbe un effetto positivo su di noi, portandoci nuovi clienti".
Nel frattempo, però, i costi della guerra si fanno sentire e il mercato azionario ha già accusato il colpo, con i titoli Ryanair scesi sotto i 25 euro. E, in quest'ottica, O'Leary non risparmia critiche alla gestione americana: "Finché Trump continua a gestirla male, i prezzi rimarranno alti; la buona notizia è che dal 2028 lui non sarà più alla Casa Bianca". Infine, il manager irlandese lancia anche un duro attacco alla burocrazia dell'Unione Europea sulla questione Ets: "La Commissione deve ridurre queste tasse, il resto è una perdita di tempo. Si concentrano sui bagagli a mano quando dovrebbero darsi una mossa sul costo delle emissioni".
Tra una provocazione e l'altra, resta aperta la questione del suo futuro: perché se per ora non si parla di cambiare la guidance per l'anno, si inizia a parlare di rinnovo contrattuale per lui, che lo lascerebbe a capo della società aerea fino al 2032, la decisione dovrebbe essere finalizzata entro marzo 2027.