Adesso arriva la "botta mutuo". Ecco che cosa cambia sulle rate

In crescita i tassi sulle operazioni finanziarie relative all'acquisto di case. Cala invece il tasso medio sui prestiti

I tassi di interesse continuano a mantenersi ai minimi storici a febbraio, anche se si deve registrare un incremento di quelli sui mutui ed una diminuzione di quelli relativi ai prestiti. Questa è la fotografia scattata dall'Associazione bancaria italiana (Abi) nel suo bollettino mensile.

Per la precisione i tassi di interesse sulle operazioni di finanziamento relative all'acquisto di immobili sono saliti dall'1,27% del mese di gennaio fino all'1,3%, mentre per quanto concerne i prestiti il tasso medio è calato dal 2,26% fino al 2,24%. In leggera diminuzione risulta anche il tasso medio calcolato sulle operazioni di finanziamento alle imprese: dall'1,18% di gennaio si arriva fino all'1,1% del mese successivo.

Depositi e obbligazioni

L'ammontare complessivo della raccolta da clientela delle banche, sempre relativamente a febbraio, si attesta a 1959,6 miliardi di euro, con una crescita su base annua del 7,6% ed un lieve calo rispetto al mese di gennaio (quando si registrò un +8,9%). Sempre tenendo conto di febbraio 2021, i depositi sono aumentati di 161 miliardi di euro rispetto al medesimo periodo dello scorso anno (+10,2% su base annua): complessivamente si parla di ben 1745,6 miliardi di euro. Differenti i dati che riguardano le raccolte a medio-lungo termine (obbligazioni), che registrano un calo del 9,4% rispetto al medesimo periodo dell'anno scorso: sono complessivamente 214 miliardi di euro (22 miliardi in più, invece, nel 2020).

Crescita dei prestiti a famiglie e società

Crescono a febbraio anche i prestiti alle famiglie ed alle società non finanziarie, che fanno registrare un + 5,1% complessivo (1310 miliardi di euro) su base tendenziale, in lieve rialzo rispetto al +4,9% del mese di gennaio. Per quanto riguarda i prestiti alle famiglie la situazione è più o meno stabile (+ 2,2%) rispetto allo scorso mese di dicembre (+2,3%): cresce in particolar modo la componente dei mutui per l'acquisto di case (+2,5% su base annua), mentre cala quella del credito a consumo (- 1,6%). A febbraio si registra anche un +7,2% su base annua per quanto concerne i prestiti alle imprese non finanziarie (a gennaio l'incremento era stato dell'8,3%).

In calo le sofferenze nette

Le sofferenze nette, ossia quei crediti nei confronti di soggetti in stato d'insolvenza o in condizioni equiparabili (calcolati al netto delle svalutazioni) sono arrivate al di sotto della soglia dei 20 miliardi di euro: a gennaio si è scesi fino a 19,9 miliardi, il dato più basso dal 2009. Il calo è di circa 1 miliardo rispetto a dicembre 2020 (20,9 miliardi), di 6,5 miliardi rispetto a gennaio 2020 (26,3 miliardi, con un calo rispetto ad allora del 24,6%) ed addirittura di 13,7 miliardi rispetto a gennaio del 2019. Il livello massimo delle sofferenze nette è stato toccato nel novembre del 2015, con 88,8 miliardi di euro: rispetto ad allora la riduzione è del 77,6% (- 69 miliardi).

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Commenti
Ritratto di El Presidente

El Presidente

Mer, 17/03/2021 - 17:14

Lo 0,03% in più, proprio una "botta"