La scelta «verde» del settore beauty

I bolognesi di Bio-On puntano sugli eco-cosmetici

Maddalena Camera

Dallo yogurt ai biopolimeri per cosmetici. Bio-on, società quotata all'Aim leader nelle tecnologie per la produzione di bioplastiche (Phas), ha comperato da Granarolo uno stabilimento dove iniziare questa produzione. Previsti investimenti per 15 milioni e 30 assunzioni. Bio-On è dunque pronta a sfruttare la rivoluzione verde in atto nel settore dei cosmetici.

Le ricerche e i nuovi brevetti depositati possono essere utilizzati con successo anche per realizzare prodotti di bellezza. Così le microperline di bioplastica andranno a sostituire le micro particelle di plastica (vera) presenti oggi nei cosmetici, che provocano inquinamento e sono già state vietate in alcuni Paesi come negli Stati Uniti ed entro al 2020 lo saranno in tutta Europa. Un mercato potenziale da 5 milioni di tonnellate di microplastiche l'anno dove Bio-On è pronta a entrare come previstonel nuovo piano industriale al 2020 presentato da Marco Astorri, fondatore, presidente e ad di della società. «I nostri impianti sono più o meno dei birrifici evoluti - ha spiegato Astorri - producono Pha, un polimero di origine naturale con proprietà identiche a quelle delle altre plastiche». Bio-On, che fino ad oggi vendeva solo le licenze senza produrre, pensa anche ad altri settori come il bio-recovery ossia all'uso di bioplastica per rimediare allo sversamento di idrocarburi in mare. Gli esordi della società, partita nel 2008, sono simili a quelli di una tech company Usa con la differenza che il classico garage è stato sostituito da una conigliera di San Giorgio di Piano (Bologna). I ricavi 2015 sono stati pari a 8,4 milioni con utile a 3 milioni in decisa crescita rispetto ai 500mila euro del 2014. Il nuovo piano prevede di arrivare a 140 milioni di fatturato nel 2020 con margini uguali al 59%, e una generazione di cassa di 60 milioni. Ieri in Borsa, dove è presente dal 2014, il titolo è salito dell'8%.

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