Schiarita su Rcs Libri: ipotesi sconto a Mondadori

Rizzoli vuole chiudere senza accollarsi il rischio Antitrust. E Segrate potrebbe accettare pagando un prezzo inferiore

L'ennesima fumata nera sulla cessione di Rcs Libri alla Mondadori ha avuto come primo effetto quello di mandare a fondo il titolo in Borsa. Ieri le azioni della Rizzoli hanno perso il 6,04% a 84 centesimi. Ma il prezzo da pagare potrebbe essere ancora più alto se non si troverà la quadra nei prossimi giorni. Più il tempo passa, più Rcs rischia di non poter rispettare i patti sottoscritti con le banche creditrici. Ovvero di sforare i «covenant» (garanzie) previsti dai contratti di finanziamento, a cominciare dal debito netto che a fine anno non dovrà superare i 440 milioni mentre a giugno il livello era già salito a 526,2 milioni. Per questo servono subito i 135 milioni attesi dall'operazione. Il mercato non si è accontentato delle scarne spiegazioni fornite dalla società prima dell'apertura di Piazza Affari: «Alla luce dell'attuale stato delle trattative e del permanere di punti ancora aperti, il cda ha dato mandato all'ad di verificare la possibilità di finalizzare entro i prossimi giorni l'operazione con Mondadori». Di certo, al di là dell'ufficialità, la riunione di mercoledì notte non è stata priva di momenti difficili, con alcuni consiglieri di Rcs, guidati da Gerardo Braggiotti (presidente di Banca Leonardo) particolarmente determinati ad approfondire ogni dettaglio della questione, gestita in prima persona dall'amministratore delegato di Rcs, Pietro Scott Jovane. Che infatti, alla fine del cda, ha ottenuto il mandato a finalizzare l'intesa con Mondadori nelle prossime ore.

In realtà, la trattativa si è era incagliata soprattutto sul nodo Antitrust che avrà bisogno di 60 giorni per esaminare il dossier e che possono diventare 90 in caso di richieste di ulteriori chiarimenti. In questo caso la vendita verrebbe chiusa all'inizio del prossimo anno. Troppo tardi per Rcs, che ha chiesto a Mondadori di accollarsi i rischi. Qui si è fermata il negoziato. Che però è ripartito già ieri e, in serata, fonti vicine all dossier parlavano apertamente di schiarita, di ottimismo e di possibile chiusura nei prossimi giorni. La soluzione sarebbe quella di uno sconto a «forfait» nell'ordine dei 5-8 milioni, che Mondadori otterrebbe da Rcs per chiudere l'operazione a fermo, accollandosi ogni eventuale futuro onere.

Così tornerebbero i conti e Rcs, pur a fronte di un incasso stimato sotto i 130 milioni, riuscirebbe a rispettare la proroga con le banche ottenuta fino a novembre e a evitare una nuova ricapitalizzazione da 200 milioni.

Gli analisti restano convinti che un accordo verrà trovato presto anche perché se per Mondadori si tratta di un acquisto strategico, per Rcs la vendita dei Libri è indispensabile per non dover chiedere altri soldi ai soci.