Se i moralisti fanno jackpot il Tesoro perde 5 miliardi

La legge sulle slot machine ha frenato l'illegalità e aiutato le casse dello Stato. Ma l'ondata proibizionista monta. E le Regioni già muovono in ritirata

Se i moralisti fanno jackpot il Tesoro perde 5 miliardi

Da sempre i liberali hanno al loro interno due anime. Una per così dire liberale-liberale ed una liberale-conservatrice. In genere il campo di scontro sono le cosiddette libertà civili. Su immigrazione, droga, giustizia le idee possono davvero essere contrapposte. Un piccolo caso di scuola lo sta rappresentando la chiusura delle discoteche (caso Cocoricò) dopo i noti casi di cronaca. La nostra posizione la conoscete: non si vieta un luogo per colpa di un comportamento, disdicevole, di terzi. Al contrario molti sostengono una sorta di responsabilità oggettiva di quel luogo (la discoteca) e la sua sanzione, che abbia anche un contentuto educativo, esemplare, etico (brrr..): lì si spaccia, molti fanno uso di droga e dunque i gestori di quel luogo hanno colpa nel non avere vigilato abbastanza o addirittura di aver favorito la condotta.

Un paio di giorni fa un famoso Dj che ha sempre mantenuto la testa sulle spalle anche a milioni di decibel (si chiama Claudio Coccoluto) ha detto due cose, a nostro avviso, perfette: io i miei figli minorerenni in discoteca la sera non ce li mando, e nei club ci vuole una tessera, un modo per riconoscere i possibili casinari. Detto questo: chiudere le discoteche è controproducente.

Noi vorremmo aggiungere un piccolo, ma significativo caso di laboratorio su come il proibizionismo di un luogo, non faccia che alimentare l'illegalità. Parliamo del gioco d'azzardo, o meglio delle famose slot che si trovano nelle sale giochi o negli angoli di bar e tabaccherie. Una commissione d'indagine del Senato nel 2003 stimò che in Italia c'erano circa 800mila cosiddetti videopoker fuorilegge. Fu poi fatta una norma per regolarizzare il gioco alle macchinette, come in tutto il mondo. Ora si devono connettere ad un cervellone centrale dei monopoli di Stato che vigili e calcoli le tasse. Si calcola che sono istallate poco meno di 400mila macchinette regolari in giro per l'italia. Le cosidette ludopatie non sono aumentate. Le macchine sono affidate a concessionari che fanno delle gare pubbliche. Il Tesoro che prima incassava zero dai giochi, quest'anno dovrebbe portarsi a casa 4,8 miliardi (di cui 500milioni raccattati al volo per esigenze di bilancio). Le slot legali assicurano un tasso di vincita tra il 75 per cento e l'88 per cento del giocato, contro un massimo del 50 per cento dei vecchi videopoker illegali. Tutto bene? Non diciamo questo. Ma un liberale pensa che se un cristiano vuole impiegare il suo tempo giocandosi i suo quattrini è libero di farlo, a patto che tutti rispettino le regole. E che queste non siano eccessivamente proibitive. Ma anche sul gioco, il demone dell'opinione publica che contagia senza criterio i nostri politici (di tutte le razze e colori) è presente. L'apripista é stata una legge regionale della provincia autonoma di Bolzano, poi è arivata la Lombardia di Maroni, che in altra veste aveva invece autorizzato l'emersione della illegalitá del gioco, e poi la Liguria e infine 13 regioni su venti hanno inasprito i criteri per l'istallazione delle macchinette. Opinione pubblica contenta. Lettere ai giornali dei politici che hanno fatto la mossa proibizionista per dire che ci tengono alla salute dei più deboli (grazie mille, ma ricordatevi di quante buone intenzioni sia lastricata la via dell'inferno).

Insomma tutti felici, tranne l'associazione dei concessionari di slot (si chiama Acadi ) che dice una cosa semplice e confortata dai numeri: vietando si alimenta il gioco nero. Dove le normative locali restrittive hanno tolto le slot legali sono arrivati totem tarocchi, collegati a siti internazionali di gioco d'azzardo che non pagano un euro di tasse e non seguono i codici di autodisciplina e di comportamento che si sono dati i concessionari pubblici (pena perdere le concessioni). I sindaci, gli assessori e i presidenti delle regioni fanno i fighetti con le loro proibizioni. I concessionari di slot sono per definizione sporchi brutti e cattivi, un po'come i gestori di discoteche. E a godere come dei pazzi, restano i malavitosi che hanno ripreso a fare affari. Nel centro di Bolzano si stimano almeno una cinquantina di totem illegali ( gioconews dell'ottobre del 2014 ne censiva 38), aumentano i sequestri della guardia di finanza di sale giochi senza alcuna licenza e nei bar ricompaiono come funghi finte postazioni per foto digitali che in realtà nascondono videopoker legati a siti delle isole caraibiche.

La prostituzione, il gioco d'azzardo, lo sballo in discoteca, possono non piacere, ma se pensiamo di bloccarli vietando i luoghi in cui si possono esercitare in modo controllato facciamo solo demagogia.

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