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"Il sisma? Il Centro Italia è ripartito. Creati 4 miliardi di valore aggiunto"

ll commissario Guido Castelli: "Forte balzo dei posti di lavoro"

"Il sisma? Il Centro Italia è ripartito. Creati 4 miliardi di valore aggiunto"
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"C'è un mercato del lavoro che tira. E questa - spiega Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione - è una notizia che conforta e premia il modello di rinascita e sviluppo a quasi dieci anni dalla prima terribile scossa". Quella che il 24 agosto 2016 devastò vaste aree dell'Italia centrale, a cavallo di quattro regioni: Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Castelli, che è appena stato riconfermato dal governo nel suo delicato ruolo, aggiunge un altro elemento: "Abbiamo ingranato e la spesa procede; nel 2025 abbiamo liquidato, con cifre record mai toccate prima, le imprese private che concorrono alla ripartenza dei 138 comuni del Cratere. Questo vuol dire che veti, ritardi, impigli burocratici sono stati superati o sono in via di soluzione".

Commissario Castelli, quanti abitanti sono tornati nelle loro abitazioni negli ultimi anni?

"Circa 4mila nuclei, pari a 10-11mila persone, negli ultimi trentasei mesi. E i cantieri sono finalmente partiti dove erano in ritardo, purtroppo ancora fermi quando sono arrivato qua nel 2023. Per esempio, a Camerino le gru hanno riempito l'orizzonte e abbiamo appena riaperto il Palazzo arcivescovile e il municipio. Naturalmente, c'è ancora molto da fare, ma i segnali che arrivano un po' da tutti i territori del Cratere sono incoraggianti".

Qual è il trend dell'occupazione?

"I nuovi posti sono passati dai 25.100 del primo trimestre 2022 ai 27.400 del primo trimestre del 2025, con un più 9% e un picco di 30.800 nel terzo trimestre del 2023. Siamo sopra la media nazionale e questa performance sale ancora nei paesi maggiormente devastati dal sisma, nel cosiddetto Cratere ristretto".

Insomma, il Cratere potrebbe diventare un modello per tante aree d'Italia alle prese con lo spopolamento e un declino inarrestabile?

"È la grande scommessa di questa storia. Ed è l'obiettivo più ambizioso che mi sono dato: il sisma può diventare un'opportunità per cambiare paradigma e invertire un trend negativo assai diffuso, purtroppo, nelle zone appenniniche e nelle aree interne del Paese".

Riportare gli abitanti e offrire loro un lavoro vicino casa?

"Esatto. Per questo con il progetto Next Appennino abbiamo erogato 500 milioni, mobilitato risorse per un miliardo, scommesso su 1.500 progetti. Non si tratta di dare soldi a pioggia, senza sapere bene come e dove, ma di accompagnare chi vuole ripartire. E decide di investire sulla propria terra. Alberghi, negozi, laboratori, attività artigianali, piccole e medie imprese, qualche colosso, come Lube, Sanofi e Ariston Thermo. Le ricerche dicono che il valore aggiunto sul Pil del nostro intervento vale 4 miliardi di euro. Cifre che sono davanti agli occhi di tutti e confermano che abbiamo imboccato la strada giusta".

Avete commissionato un sondaggio a Tecnè sulla percezione del sisma.

"I risultati sono interessanti. Nell'area del Cratere la percezione è più positiva che fuori. Dieci anni sono tanti e il nostro compito non è certo finito, ma nelle aree squassate dal sisma si registra un gran fermento. Del resto i dati dicono che questo è il più grande cantiere d'Europa, su un territorio esteso come l'Olanda. Non ci si è adagiati in un vittimismo di fondo, pur comprensibile, ma tutti hanno stretto i denti".

Infine il turismo e il turismo lento.

A che punto è il recupero di chiese, palazzi e cammini?

"Stiamo per presentare con il Censis un rapporto sui beni culturali del Cratere. All'orizzonte c'è la candidatura della Civitas appenninica a capitale della cultura europea per il 2033".

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