Sole, rosso di 92 milioni. Ma l'aumento sarà di 70

Perdite record e non c'è la data dell'assemblea per l'operazione. Si cerca l'accordo in Confindustria

Sole, rosso di 92 milioni. Ma l'aumento sarà di 70

Al Sole 24 Ore servono 70 milioni di euro dopo aver chiuso il 2016 con un rosso di 91,9 milioni dai -25,6 milioni del 2015. Sono i numeri approvati al cda di ieri, che però non ha ancora fissato la data dell'assemblea degli azionisti sull'aumento di capitale: lo farà «nelle prossime settimane», si limita a riferire la società nella nota sul bilancio. Le trattative con le banche sulla rimodulazione del debito restano aperte e manca ancora un accordo su chi metterà i soldi. Confindustria potrebbe infatti ridurre la partecipazione rispetto al 67,5% attuale. Un necessario allentamento della presa definito possibile a fine marzo dal presidente degli industriali Vincenzo Boccia. E che per il presidente del gruppo editoriale, Giorgio Fossa, potrebbe anche essere un vantaggio: «Più scendiamo, più il giornale è contendibile e forse più facciamo gli interessi della società», aveva detto in un'audizione alla Camera lo scorso 28 marzo.

Ai soci verrà, dunque, proposto un aumento «che risulta necessario e sufficiente a ripristinare l'equilibrio finanziario e patrimoniale della società», sottolinea il comunicato. Il patrimonio è infatti negativo per 11 milioni ai limiti, ormai, dell'articolo 2447 del codice civile, cioè del caso di «riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale». Il presidente Fossa e l'ad Franco Moscetti ritengono, però, che la missione non sia impossibile con una «ragionevole aspettativa che la società possa proseguire nella propria attività e possa concludere con successo l'aumento di capitale».

Tornando ai conti 2016, l'esercizio è stato chiuso con 284,1 milioni di ricavi, rispetto ai 316,2 milioni del 2015. La variazione, si legge in una nota, è attribuibile per 13,3 milioni al deconsolidamento delle controllate Newton Management Innovation e Newton Lab. Al netto di questa, il fatturato ha registrato un calo del 6,2% per via del -8,3% accusato dai ricavi pubblicitari e del -16,4% delle vendite dei prodotti cartacei. Giù anche il margine operativo lordo, negativo per 27,5 milioni rispetto ai +0,8 milioni del 2015, per 10,2 milioni di oneri non ricorrenti.

Sui margini hanno inciso inoltre 2,1 milioni di minusvalenze relative ai beni dismessi in seguito al rilascio della sede di Pero per la disdetta anticipata del contratto di locazione e la svalutazione di software e licenze per 2,1 milioni.

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