Spending review, quei tagli necessari per evitare l'aumento dell'Iva

Pronta la lista delle limature di spesa. Toccherà a Palazzo Chigi decidere sulle singole misure

Spending review, quei tagli necessari per evitare l'aumento dell'Iva

La lista dei tagli è pronta. A redigerla sono stati due tecnici, Yoram Gutgeld e Roberto Perotti. Toccherà poi ai politici - e quindi al governo - attuare o meno le misure suggerite, tenendo conto degli impatti sociali ed economici. Stando ai conti fatti da Repubblica sono stati trovati sei miliardi, ma all'appello ne mancano ancora quattro. Bisognerà trovarli a tutti i costi, altrimenti saranno inevitabili gli aumenti dell'Iva per complessivi 16 miliardi.

Da quando hanno iniziato a lavorare i due esperti hanno fatto riferimento ad alcuni punti su cui far scattare le forbici: riduzione delle deduzioni e detrazioni fiscali, meno sussidi alle imprese, spesa sanitaria da limare (anche nel 2016, dopo la frenata gioà registrata nel 2015. Si parla anche di interventi sul trasporto pubblico locale, sui trasferimenti alle Ferrovie e una stretta ancora più forte sugli abusi nelle pensioni di invalidità. Previsto inoltre il riassorbimento del Corpo Forestale in altre strutture dell'ordine pubblico. Un palazzo unico raccoglierà tutti gli uffici dello Stato in ogni capoluogo, con una riduzione dello spazio per ogni dipendente da 40 a 25 metri quadri.

Gli acquisti di beni e servizi delle amministrazioni dovrebbero essere concentrati in 35 grandi centrali appaltanti (oggi ce ne sono migliaia, gestite da uffici decentrati e piccoli comuni).

Si stanno studiando, inoltre, interventi sulle società municipalizzate delle grandi città, per cercare di risparmiare e servire i cittadini in modo più efficiente.

Tra le ipotesi al vaglio c'è quella di tagliare tutte le retribuzioni dei dirigenti pubblici del 2-3% a ogni livello.

E nel mirino dovrebbero esserci anche i bilanci di Comuni e Regioni. Per la sanità possibile sforbiciata del 5% su tutte le forniture non legate a gare dìappalto o su quelle concesse in proroga: si stima un valore di circa 30 miliardi.

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