L'intelligenza artificiale non è, e non può essere, un problema solo per gli Stati Uniti. Senza dubbio la sua applicazione può essere una sfida per le società italiane, ma una sfida necessaria. Questo lo sa bene StMicroelectronics che ha deciso di consolidare la propria presenza nel cuore della rivoluzione tecnologica legata all'IA annunciando una serie di iniziative strategiche sviluppate in collaborazione con Nvidia. Intelligenza artificiale, però, non significa solo chatbot in grado di rispondere alle domande più disparate o a creare modelli predittivi, ma è un progetto sempre più fisico. L'accordo infatti guarda a questo nuovo orizzonte, puntando sia sulle infrastrutture di calcolo per i data center di nuova generazione, sia sulla robotica avanzata. In pratica si tratta dell'adozione a livello globale di sistemi di Physical Ai (sistemi intelligenti integrati in macchine fisiche), ovvero di robot umanoidi, industriali, di servizio e cura della salute.
Le novità confermano il ruolo sempre più centrale del gruppo italo-francese dei semiconduttori, guidato da Jean-Marc Chery (in foto), nello sviluppo dell'ecosistema hardware destinato a sostenere la crescita dell'intelligenza artificiale su scala globale. Stm già vanta una "stretta relazione con la community della robotica, a cui fornisce un solido supporto e un ecosistema ben consolidato", ha affermato Rino Peruzzi, executive vice president di Stm. "La nostra collaborazione con Nvidia - aggiunge - intende dare il via a un nuovo ciclo di innovazione all'avanguardia nel campo della robotica semplificando l'esperienza degli sviluppatori e dei clienti in tutte le fasi, dall'ideazione degli algoritmi di intelligenza artificiale alla piena integrazione di sensori e attuatori. Questo accelererà l'evoluzione di sofisticate piattaforme fisiche basate sull'IA".
Per accelerare lo sviluppo di questi sistemi, è necessaria una perfetta integrazione hardware, in modo da colmare il divario tra l'addestramento virtuale e
l'implementazione nel mondo reale. L'integrazione tra Stm e le piattaforme Isaac sim, holoscan sensor bridge e jetson di Nvidia colma proprio questo divario il divario, accelerando lo sviluppo di robot destinati a uscire dai laboratori.